“Non bisogna avere paura dei migranti: i migranti siamo noi, Gesù è stato migrante“. Così Papa Francesco, nel corso dell’udienza ai docenti e agli studenti dell’Istituto San Carlo di Milano. Bergoglio ha ricordato ai presenti che le persone straniere sono spesso equiparate ai “delinquenti“, ma che “anche noi ne abbiamo tanti“, di ladri e criminali. La mafia, continua ancora il pontefice, non è stata inventata dai nigeriani. Anzi, “è un ‘valore’ nazionale – scandisce – è nostra, italiana“. Papa Francesco, rispondendo alle domande preparate dall’Istituto milanese, aggiunge che “il cuore è aperto per accogliere tutti“, ma “se io ho il cuore razzista devo capire il perché, e convertirmi“.

Inoltre, aveva sottolineato Bassetti, i problemi si presentano anche dopo gli sbarchi. I migranti “non basta accoglierli e dar loro un pezzo di pane: la persona va integrata“, sottolinea il presidente della Cei, che ricorda la parabola del buon samaritano. Questi, di fronte all’uomo tramortito dai briganti, si è fermato, gli ha dato un primo soccorso, lo ha caricato sulla sua cavalcatura, gli ha pagato l’albergo promettendo di tornare per saldare il resto dovuto.