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Peste suina in Cina: per evitare l’aumento dei prezzi il governo scongelerà tonnellate di carne di maiale
Il governo cinese ha migliaia di tonnellate di scorte di carne di maiale congelata, è uno degli alimenti più importanti della dieta nel Paese orientale
L’epidemia di peste suina africana che prosegue in Cina dallo scorso agosto sta decimando gli allevamenti di maiali e sta facendo lievitare notevolmente il prezzo della carne di maiale. Con gli ultimi 146 maiali morti in sei allevamenti nell’isola-provincia di Hainan, tutte le 31 province cinesi sono state colpite dalla malattia che uccide i maiali e per la quale non esistono né cure, né vaccini, ma alla quale l’essere umano non è sensibile. L’epidemia, secondo stime della società di servizi finanziari Rabobank, potrebbe uccidere fino a 200 milioni di suini, un numero enorme, pari a circa un terzo del numero di maiali presenti nel Paese asiatico, che è il primo produttore e consumatore al mondo di carne di maiale e ha una domanda in costante crescita per l’allargamento della classe media verificatosi negli ultimi anni. Gli 1,4 miliardi di cittadini cinesi consumano circa 55 milioni di tonnellate di carne suina all’anno, di gran lunga più di qualsiasi altro Paese al mondo, ed entro la fine dell’anno potrebbero esserci 130 milioni di maiali in meno rispetto al numero di inizio anno, morti a causa della malattia o per l’abbattimento selettivo del bestiame.
Gli effetti della malattia che colpisce i suini si stanno già facendo sentire sull’economia: a marzo, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino, l’inflazione ha accelerato al 2,3%, rispetto all’1,5% di febbraio scorso, e a trainare al rialzo l’indice dei prezzi al consumo è stato proprio l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, a cominciare dalla carne di maiale, uno degli alimenti di base della dieta cinese. In caso di emergenza, il governo centrale tiene riserve di carne di maiale congelata pronta per essere immessa sul mercato. L’ultima volta che si è fatto ricorso allo scongelamento di carne suina è stato nel maggio 2016, quando l’iniziativa venne presa dalla municipalità di Pechino, che ha annunciato lo scongelamento di tremila tonnellate di carne suina per contrastare il caro prezzi che gravava sulle famiglie, dopo che il mese precedente i prezzi dei prodotti a base di carne di maiale erano schizzati al rialzo di oltre il 50%. Fu la prima volta che venne presa, su base locale, una decisione del genere dal 1992, quando entrò in vigore il sistema di riserva dei generi alimentari.
Secondo stime del gruppo di consulenza Gavekal Dragonomics, l’epidemia potrebbe avere riflessi nel lungo periodo, e per tornare ai livelli attuali potrebbero volerci più di dieci anni, a causa delle dimensioni del mercato, della struttura di regolamentazione e degli scarsi standard igienici, ha dichiarato al Financial Times l’analista Ernan Cui. Tra le conseguenze principali dell’epidemia ci potrebbe essere, secondo Rabobank, un grosso slittamento nel commercio di carne di maiale: molti Paesi che dipendono dalle importazioni di questo tipo di carne potrebbero vedere ridotte le forniture dall’estero a causa di un aumento delle importazioni da parte della Cina, che già nei primi due mesi del 2019 è stato del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo stime del Ministero dell’Agricoltura cinese. La domanda cinese potrebbe essere soddisfatta da un aumento delle esportazione soprattutto da alcune aree, tra cui vengono citate da Rabobank principalmente l’Unione Europea, già oggi primo esportatore di carne suina verso la Cina, e il Brasile.