La scienza che fa miracoli. Sembra un ossimoro, ma ogni nuova ricerca scientifica, sempre di più, dimostra al mondo cosa sia in grado di fare e di produrre la mente umana. Gli scienziati hanno ottenuto un risultato storico e impensabile fino a qualche anno fa: ripristinare la circolazione del sangue e le funzioni cellulari nel cervello di un maiale ore dopo la morte. Ciò che non sono riusciti – ancora – a portare a termine è la riattivazione dell’attività elettrica associata alla coscienza.
Il risultato, al quale Nature ha dedicato tutta la propria copertina, si deve al gruppo dell’Università di Yale guidato da Nenad Sestan. Ricadute possibili su conservazione degli organi per i trapianti, terapie contro i danni cerebrali e più in generale in merito alla ricerca sul cervello umano e sulla definizione di vivente. Il risultato indica che il cervello dell’uomo e degli altri grandi mammiferi conserva la capacità, finora ritenuta impossibile, di ripristinare la funzione di alcune cellule e la circolazione sanguigna anche a ore di distanza da un arresto circolatorio.

Ovviamente non si tratta di un miracolo: non è possibile, allo stato attuale della ricerca, riportare in vita un individuo morto, ma l’esperimento ha riattivato la circolazione sanguigna e l’attività di alcune cellule del cervello che potrebbe aiutare a sviluppare nuove tecniche di intervento per recuperare il cervello dopo l’interruzione dell’irrorazione sanguigna, come accade durante un attacco di cuore. Alla luce di tutte queste considerazioni il progetto BrainEx ha trovato il pieno consenso dei bioeticisti americani: “come ricercatori in biomedicina abbiamo l’imperativo etico di utilizzare gli strumenti più potenti sviluppati nell’ambito della Brain Initiative per aiutare a rivelare i misteri dei danni cerebrali e delle malattie neurologiche“, ha osservato Christine Grady, del dipartimento di Bioetica del Centro Clinico dei Nih.
