Gli utenti dei social li hanno attaccati e additati come colpevoli fin da subito. I tre giovani ragazzi accusati dello stupro nella Circumvesuviana sono stati dichiarati colpevoli dall’opinione pubblica prima ancora che iniziassero le indagini. Viviamo in un tempo in cui le violenze sulle donne, fenomeno da combattere strenuamente e sempre più necessariamente, sono tra i reati che maggiormente creano scalpore, come è giusto che sia. Ma il rischio, fortunatamente basso ma reale, è quello di innescare una pericolosa caccia alle streghe, che può culminare solo con ulteriori drammi nel dramma. E a quanto pare è proprio quello che è avvenuto a Napoli, almeno secondo i giudici.
I magistrati che hanno rimesso in libertà l’ultimo degli indagati per il presunto stupro della Circumvesuviana, dopo aver visionato le immagini delle telecamere, sono stati chiari: sono “emersi molteplici elementi indicatori di assoluta inattendibilità della dichiarante, principale fonte di prova. In sostanza la giovane vittima avrebbe mentito. Come si legge nell’ordinanza del Tribunale, il Riesame “ha valutato la documentazione sanitaria della giovane: e da questa si evince che è affetta da un grave disturbo ossessivo compulsivo. Lei stessa si definisce bugiarda patologica“. La ragazza sarebbe dunque affetta da una sorta di disturbo bipolare. Nel provvedimento i giudici hanno passato al vaglio e valutato minuziosamente gli eventuali riscontri derivanti dalle telecamere. A quanto emerso dalla visione dei filmati la ragazza “entra spontaneamente in ascensore, senza essere spinta“, come invece lei stessa aveva raccontato.
In merito invece alla trappola nella quale la 24enne ha dichiarato di essere stata attirata, i giudici hanno scritto: “Non sono visibili in tale fase della vicenda manifestazioni non verbali di dissenso né segni di pressione da parte dell’indagato“. E anche le immagini registrate dopo la presunta violenza fanno emergere “una situazione connotata da esteriore tranquillità“. In sostanza, la ragazza sarebbe uscita da quell’ascensore in compagnia dei tre giovani – e non da sola come ha dichiarato – e inoltre sarebbe apparsa tranquilla, mentre fumava e chiacchierava con i suoi presunti aggressori. Solo in un secondo momento, più tardi, quando i giovani si sono allontanati, la ragazza è scoppiata in una crisi di pianto prima di avvisare un passante, il quale ha poi chiamato il 118. Pochi minuti prima la giovane ha persino fatto una apparentemente tranquilla telefonata alla madre e la donna stessa ha detto di non aver percepito nulla in merito all’aggressione. Il Riesame escluderebbe anche la configurabilità di una violenza derivante dall’abuso di un’eventuale “condizione di inferiorità psichica della persona offesa“. Per questi motivi i tre giovani accusati di violenza sessuale sono stati scarcerati.
La Procura di Napoli, intanto, si è detta pronta a presentare ricorso in Cassazione. “Non è raggiunta, allo stato degli atti, la soglia della gravità in ordine al dissenso alla consumazione dei rapporti“, scrivono i giudici della libertà. Il legale della 24enne, Maurizio Capozzo, dice di non aver cambiato opinione sul racconto della sua assistita: “La decisione del Riesame apre nuovi scenari che la Procura valuterà, e se ci sono margini per ricorrere contro il provvedimento sono sicuro che lo farà. Per il momento mi preoccupo delle condizioni di salute della mia assistita che è distrutta, fisicamente ma soprattutto moralmente“. Questo perché, rivela l’avvocato, “la giovane donna è in cura da tempo in un centro di salute mentale per combattere una forma di anoressia che l’aveva portata a pesare 28 chili“.