Dopo essere tornato da un viaggio nell’Asia sudorientale, dove aveva trascorso gran parte del suo tempo a prendere il sole, un uomo di 54 anni mostrava alti livelli di creatinina, che suggeriva danni o disfunzioni renali. Dopo essersi rivolto ad uno specialista e dopo ulteriori esami, è emerso che gli erano state prescritte alte dosi di vitamina D da un naturopata, che aveva consigliato una dose di 8 gocce al giorno. Nel corso di 2 anni e mezzo, il paziente, che non aveva problemi precedenti di perdita ossea o di carenza di vitamina D, ha assunto 8-12 gocce della vitamina al giorno, per un totale di 8.000-12.000 unità internazionali (UI). Di conseguenza, aveva livelli di calcio molto alti nel sangue, che gli hanno procurato importanti danni ai reni.

“La nostra esperienza ci informa che i pazienti e i dottori dovrebbero essere meglio informati sui rischi riguardo il libero uso di vitamina D”, scrivono gli autori dello studio sul caso del 54enne, pubblicato su CMAJ.
