Era il 5 maggio 1821 quando, durante l’esilio nell’isola di Sant’Elena dove si trovava dal 1816, moriva Napoleone Bonaparte. Dopo aver preso il potere in Francia nel 1799, si auto-incoronò Imperatore dei francesi la notte del 4 dicembre 1804. Secondo la leggenda Napoleone non permise a Papa Pio VII di toccare la corona, ma si incoronò lui stesso per sottolineare la sua autonomia dal potere pontificio.
Napoleone, considerato il più grande stratega di tutti i tempi grazie alle sue più di venti campagne d’Europa portate a termine con successo, conquistò buona parte dell’Europa continentale. Riformò tutto il sistema giuridico, introducendo il Codice Napoleonico, ancora oggi considerato la base della giurisdizione civile contemporanea.

Molti, sia all’epoca sia nei decenni e secoli successivi, hanno sostenuto che la morte di Napoleone non fosse da imputare a cause naturali, ma ad un lento e letale avvelenamento. La conferma del cancro allo stomaco, a quanto pare in uno stadio molto avanzato, è arrivata recentemente. A rivelarlo, uno studio dello University of Texas Southwestern medical center pubblicato dalla rivista Nature Clinical Practice Gastroenterology & Hepatology.
I ricercatori hanno applicato tecniche patologiche e metodi moderni per la determinazione dello stadio del tumore che hanno escluso anche la predisposizione ereditaria al cancro – il padre era morto di tumore – e hanno indicato nell‘infezione batterica gastrica l’origine del cancro allo stomaco.