Le arance sono fonte di benessere, non solo per la vitamina C. Negli ultimi anni, infatti, il campo di osservazione si è allargato ad un altro composto: l’esperidina, un bioflavonoide appartenente al sottogruppo dei flavanoni, che si trova quasi esclusivamente negli agrumi. Svolge un’azione antinfiammatoria e antiossidante, ha effetti positivi con riferimento al metabolismo del glucosio e potrebbe avere proprietà cardioprotettive. L’esperidina è presente in particolare nella buccia e nell’albedo (la parte bianca immediatamente sottostante) dell’arancia, ed è quindi con la spremitura industriale che si riesce ad estrarre le maggiori quantità di questa sostanza. La quota di esperidina presente nel succo 100% realizzato dall’industria alimentare infatti, è mediamente 3,3 volte superiore a quella delle spremute fatte in casa.1
Questo ciò che è emerso dall’intervento del Dottor Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare e Consigliere OTALL, al recente Congresso Nutrimi – XIII forum di Nutrizione Pratica. “L’esperidina, – spiega Donegani – anche quando attraversa processi industriali, mantiene comunque una buona biodisponibilità, e può essere assorbita dall’organismo in misura elevata2,3.”
Un primo, duplice, effetto benefico di questa sostanza si manifesta nel metabolismo del glucosio. Da un lato, l’esperidina riduce l’assorbimento di questo zucchero a livello dell’intestino, e dall’altro stimola la secrezione di insulina e favorisce il trasporto di glucosio nelle cellule4.
Inoltre, grazie alle sue capacità antiossidanti e antinfiammatorie5, l’esperidina sembra esercitare un effetto favorevole sul danno ossidativo e sull’infiammazione cronica, concause importanti di patologie a carico di diversi organi e apparati.
Ulteriori ricerche, infatti, hanno rivelato che questa sostanza può aumentare sensibilmente l’attività antiossidante plasmatica. Studi svolti su pazienti affetti da diabete di tipo 26, hanno dimostrato che, in soggetti particolarmente sensibili allo stress ossidativo, la supplementazione dietetica di esperidina ha portato a una diminuzione delle reazioni di perossidazione dei grassi e dei danni ossidativi a carico del DNA. Le evidenze scientifiche dimostrano anche che l’esperidina agisce direttamente sui profili antinfiammatori genomici nel siero umano. I dati7, infatti, sembrano indicare che il consumo regolare di succo d’arancia per 4 settimane altera positivamente l’espressione genica dei leucociti a profilo anti-infiammatorio e anti-aterogeno.
Il Dottor Donegani ha inoltre illustrato i dati sull’influenza positiva dell’esperidina sulla funzione cognitiva8 e sui disturbi neurologici e psichiatrici, oltre che un abbassamento dei livelli di acido urico nel corpo e quindi una riduzione del rischio di gotta9.
Oggetto di continua ricerca sono anche i possibili effetti cardioprotettivi di questa sostanza. È in fase di studio la possibile correlazione fra l’esperidina contenuta nel succo 100% d’arancia e la riduzione della pressione diastolica e il miglioramento della funzione microvascolare 10,11.
L’abbondante presenza di questa sostanza nel succo 100% arancia quindi, offre un nuovo sguardo su questa bevanda.
Bibliografia
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