Il caffè al ginseng è un prodotto che troviamo ormai quasi in ogni bar e che possiamo preparare anche a casa grazie ai preparati presenti in commercio. Ma non tutti sanno che spesso non si tratta di una scelta sana.
Unire il caffè tradizionale alla radice di ginseng essiccata può dare numerosi benefici: è un energizzante, favorisce la concentrazione e la memoria, ha meno caffeina del solo caffè, ha effetti positivi sulla circolazione sanguigna, stimola il sistema immunitario, è un afrodisiaco. Il problema, però, sta nel fatto che questi benefici vengono messi in secondo piano, e a volte annullati, dalla presenza di altri ingredienti aggiunti, primo fra tutti lo zucchero.

“Andando ad analizzare la facciata dove sono riportati ingredienti e valori nutrizionali, la denominazione legale parla di preparato in polvere per bevanda al gusto di caffè e ginseng (FoodNess) e di preparato in polvere per bevanda al latte, caffè e ginseng (Nescafè e Crastan). Nessun accenno al latte da parte della FoodNess, che rappresenta uno degli ingredienti principali di tutte le preparazioni come si può facilmente verificare”, si legge ancora nel post.
“Nel preparato della FoodNess presente anche l’E551 come antiagglomerante e l’E471 come emulsionante. Da un punto di vista nutrizionale il meno calorico (ci si riferisce a 100g di prodotto) è il Nescafè (350 Kcal). Seguono Crastan (401 Kcal) e FoodNess (414,62 Kcal). Alta la percentuale di carboidrati in tutti e tre i preparati: 78, 20 g di cui 66,47g zuccheri (Foodness), 69 g di cui 51g zuccheri (Nescafè), 61g di cui 29g zuccheri (Crastan). Come si può dedurre dall’analisi di queste tre marche – conclude il post – le varie miscele commerciali hanno tutte una base comune di latte e zuccheri vari. Può variare la percentuale di caffè e quella di ginseng che comunque è presente in minima parte e non dà sicuramente tutti quei benefici tanto reclamizzati“.