Nel midollo del Caporal Maggiore Scelto Luigi Sorrentino, morto suicida il 23 ottobre scorso, sono state trovate tracce di uranio impoverito. E’ quanto comunicato dall’Osservatorio Militare in seguito alla ricerca del prof. Claudio Medana del Dipartimento di Biotecnologie molecolari e scienze della salute dell’università di Torino che attraverso l’analisi con MS spettrometria di massa ha rilevato U 238 nel campione del midollo del militare. “Malato di Leucemia linfoblastica acuta, ignorato dall’amministrazione militare che gli aveva negato tutto, cade in una depressione senza via d’uscita che lo porta al gesto estremo di farla finita“, sostiene l’Osservatorio militare, secondo il quale la scoperta rappresenta “una svolta storica del caso uranio che sgombra il campo da ogni dubbio sia sull’esposizione che sulla nocività di questo materiale“. “Nei prossimi giorni – rileva una nota – ulteriori esiti di altre ricerche che l’Osservatorio conduce con le eccellenze mediche del territorio nazionale daranno ulteriori prove del perché tra i militari italiani si sono già registrati 366 morti e 7500 malati“.
L’uranio impoverito, sostengono i familiari del caporal maggiore, lo ha consumato per anni, facendolo cadere in una forte depressione, causa del suo gesto estremo. Sulla vicenda indagano i magistrati della procura di Torino, che vogliono vederci chiaro su come e perché l’alpino sia entrato in contatto con l’Uranio impoverito. La presenza della sostanza nell’organismo del soldato, afferma l’avvocato Angelo Fiore Tartaglia dell’Osservatorio Militare, è emersa dalle analisi svolte nell’ambito di un procedimento amministrativo i cui risultati sono arrivati un mese fa. Intanto dalla Difesa si sta lavorando al disegno di legge, annunciato nei giorni scorsi dal ministro Elisabetta Trenta, per tutelare “i diritti dei militari che si sono ammalati servendo il loro Paese“.

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