Sulla vicenda Xylella si è espressa, con una lettera, l’Accademia dei Lincei: la Commissione Lincea sui problemi della Ricerca ha rilevato che la drammatica situazione che si è creata mette in luce “alcuni aspetti disfunzionali del rapporto tra poteri pubblici e scienza purtroppo molto radicati in Italia“. In Puglia, scrive la Commissione, “i ricercatori italiani hanno indicato con certezza Xylella come responsabile del complesso del disseccamento rapido dell’olivo, sin dalla prima identificazione certa del batterio, nel 2013“: i ricercatori “hanno da subito invocato la necessità di misure urgenti di contenimento ed eradicazione dell’infezione basate sulle evidenze scientifiche“, ma “si è scelto di non dare credito alle evidenze scientifiche e non dare seguito alle loro precise raccomandazioni, impedendo per anni la messa in atto delle misure necessarie a fermare l’epidemia e accusando addirittura i ricercatori di corresponsabilità nella diffusione della patologia“.
La Commissione Lincea auspica che “questa paradigmatica vicenda aiuti in futuro a fondare le decisioni politiche su solide evidenze scientifiche, distinguendole con chiarezza dalle pseudoevidenze di parte“.
