Blackout senza precedenti in SudAmerica, proprio nei giorni della sentitissima Coppa America (l’equivalente sudamericano degli Europei di calcio). “Un enorme guasto nel sistema di interconnessione elettrica” ha lasciato al buio i due Paesi, ha fatto sapere la compagnia Edesur Argentina, che conta 2,5 milioni di clienti. Sarebbero inoltre state coinvolte aree del Brasile, del Cile e del Paraguay. Secondo Edesur, l’interruzione della fornitura, avvenuta pochi minuti dopo le 7, le 7.07 per la precisione, è stata determinata da un problema nel collegamento di trasporto elettrico tra le centrali elettriche di Yacyret, diga idroelettrica e centro nevralgico della distribuzione di energia in Argentina, e Salto Grande, sulla costa a causa del maltempo. L’Argentina, con 44 milioni di abitanti, e l’Uruguay, con 3,4 milioni, condividono un sistema di interconnessione elettrica centralizzato sulla diga binazionale Salto Grande, situata 450 km a nord di Buenos Aires e 500 km a nord di Montevideo. Il servizio è progressivamente ripartito, ma, ha spiegato Edsur, il processo di ritorno alla normalità avrebbe richiesto diverse ore. “Segnaliamo che il servizio è stato restituito a 1.590.000 clienti, il che equivale a più del 63% del totale. Il lavoro di normalizzazione potrebbe durare tutta la domenica“, ha poi scritto su Twitter la compagnia sei ore dopo il Blackout. Questo nel giorno in cui gli argentini dovevano recarsi alle urne in molte province per eleggere governatori, con alcuni media locali che hanno riferito di elettori che hanno votato a lume di candela.
Secondo i tecnici all’origine del problema potrebbe esservi anche l’ondata di maltempo che ha colpito in nottata il litorale settentrionale argentino. Ma sarà un’indagine, annunciata dal presidente Mauricio Macri, a stabilire le cause mentre gia’ prima del tramonto la fornitura era tornata alla normalita’ per quasi la meta’ delle utenze coinvolte. Per molti comunque il disagio si e’ protratto per diverse ore, quasi l’intera giornata. I problemi piu’ gravi, nell’ambito di una giornata autunnale fredda e piovosa, hanno riguardato in Argentina i grandi centri urbani.
L’assenza di elettricita’ ha bloccato infatti gli ascensori degli edifici, paralizzato l’attivita’ degli esercizi pubblici (soprattutto bar e ristoranti) in un giorno in cui si celebra la ‘Festa del papa”, i servizi ferroviari e, a Buenos Aires, l’intera rete della metropolitana. Problemi sono stati segnalati anche in tre delle quattro province dove erano in programma previste elezioni locali (Santa Fe, San Luis e Formosa), mentre nella quarta (Tierra del Fuego) non si sono registrati disagi grazie ad un sistema di produzione elettrico autonomo, indipendente dalla rete su cui si e’ verificato il guasto. Intanto a Montevideo, l’ente statale di distribuzione dell’energia elettrica (Ute) ha confermato che il blackout e’ stato causato da un guasto alla centrale idroelettrica Yacyreta’ e Salto Grande, interessando tutte le province del Paese dove la fornitura l’elettricita’, in serata, era stata ripristinata a quasi il 90% degli utenti. Le due compagnie argentine che forniscono energia alla popolazione, Edenor e Edesur, hanno attivato un linea per informare i clienti. I media argentini hanno ricordato che il maxi blackout e’ il piu’ importante mai registrato nella storia del Paese per numero di persone coinvolte, superando un precedente di 20 anni fa, che in piena estate duro’ ben undici giorni, colpendo pero’ solo 600.000 persone di Buenos Aires e provincia. Effettivamente, ha dichiarato la portavoce della compagnia Edesur, Alejandra Martinez, “si tratta di qualcosa che non era mai successo”, ben superiore a quello che colpi’ fra il 15 ed il 25 febbraio 1999 una sottostazione generatrice di energia incendiatasi nella localita’ di Azopardo. Tre anni dopo, il 24 novembre 2002, si registro’ un nuovo grande guasto al sistema elettrico che interesso’ Buenos Aires ed altre otto province argentine. Fu in quel momento il piu’ importante per numero di persone coinvolte (oltre 13 milioni), ma la sua durata fu brevissima, appena tre ore.