Infermiere killer, ha ucciso centinaia di pazienti in cinque anni: iniettava farmaci per causare collassi e provare poi a salvarli

Voleva fare la figura dell'eroe del momento e iniettava farmaci ai pazienti per causare loro arresto cardiaco: ora dice di essere perseguitato da vergogna e rimorso

E’ ormai un ex infermiere, quello che è considerato ora a tutti gli effetti il peggior killer tedesco dopo la Seconda guerra mondiale. Niels Hogel è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di 85 pazienti dal tribunale distrettuale di Oldenburg. Secondo l’accusa l’uomo iniettava, nei pazienti ricoverati nelle due cliniche in cui lavorava, farmaci per indurre l’arresto cardiaco al solo scopo di tentare di rianimarli e diventare ‘l’eroe del momento’. Il 42enne stava già scontando l’ergastolo per due omicidi quando è stato accusato degli altri 85. Nel corso del processo ha confessato di aver ucciso almeno 100 pazienti, ma secondo le autorità tedesche le vittime potrebbero essere molte di più, forse 300. Le prove, però, per accusarlo di un così alto numero di vittime, non ci sono perché i corpi sono stati cremati.

Hogel ha compiuto i crimini scioccanti e “incomprensibili” in due ospedali nel nord della Germania – a Oldenberg e Delmenhorst – tra il 2000 e il 2005. Alcune delle vittime, tutte di età compresa tra il 34 e il 96 anni, erano in cattive condizioni di salute mentre altre erano in via di guarigione, sebbene ricoverati presso i centri medici. La sentenza arriva dopo che ieri l’ex infermiere ha parlato ai parenti e amici delle sue vittime in tribunale a Oldenburg. Mi piacerebbe sinceramente scusarmi con ogni singolo individuo per tutto ciò a cui li ho sottoposti nel corso degli anni“, ha detto alla corte, aggiungendo di essere “giorno e notte” perseguitato da “vergogna” e “rimorso”.