“Sono fortunato perché in Italia c’e’ tanto di cui parlare e perché ho un mezzo, la televisione, perfetto per la mia attività“. A dichiararlo è Alberto Angela durante la sua lectio in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Archeologia all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. “La televisione ha bisogno dell’emozione per trasmettere la conoscenza, ma sono conscio di essere il terminale del lavoro di tanti ricercatori scientifici“, ha aggiunto durante il discorso pronunciato nella Sala degli Angeli. Una sala tanto affollata da richiedere di montare un maxischermo per chi non aveva trovato posto. “Fare televisione e’ continuare a fare ricerca. All’estero lodano la professionalità degli italiani: la produzione culturale Rai utilizza esclusivamente maestranze del Belpaese e il nostro dovere è riportare nel futuro il passato della terra con la piu’ grande bellezza del mondo“, ha concluso.
La laurea al divulgatore è stata conferita dal rettore dell’università, Lucio d’Alessandro, per il quale “c’è una forte consonanza fra Angela e la missione di questo antico ateneo. Ovvero arricchirsi, mediando la complessità dei segni che abbiamo attorno a noi“. A seguire, il discorso dell’archeologo Antonio De Simone (“rem tene, verba sequentur, motto di Catone, è anche il messaggio di Alberto, conosciuto nel ’93 agli scavi di Pompei“) e la laudatio della professoressa Emma Giammattei, secondo cui il divulgatore è “un viaggiatore nella scienza, che ha trovato un modo diverso di proporre la didattica del progresso scientifico“.
“La laurea in Archeologia è il coronamento di una carriera iniziata proprio in queste terre, a Pompei. Questo riconoscimento va dato a chi ci segue in televisione e a chi passa anni a studiare per passione, senza vie sicure. Il dovere di questo Paese è forgiare nuove generazioni che continuino questo cammino culturale” ha detto Alberto Angela a margine del conferimento della laurea honoris causa in Archeologia all’Università suor Orsola Benincasa di Napoli, oggi pomeriggio. “In un Paese dove ci sono tanti esempi di meraviglie nel sapere, nell’arte, nell’architettura e nella scienza, c’è un riverbero che dovrebbe suggerire a tutti la strada giusta per il futuro, cioè l’insegnamento del passato“, ha sottolineato.