La zona di Colli Albani, dove ieri alle 22:43 è stata registrata la scossa di terremoto magnitudo 3.7, è considerata a pericolosità sismica intermedia. Il presidente dell’Ordine dei geologi del Lazio, Roberto Troncarelli, ha spiegato all’Adnkronos che “tutti municipi di sud est e i primi comuni che confinano con quella fascia, come Monte Colonna, Ciampino e Frascati, iniziano progressivamente a risentire di una sismicità storica“. Si tratta di un’area a pericolosità “intermedia rispetto alla bassa sismicità della parte ovest di Roma e di tutta la fascia del litorale laziale e ai picchi di alta sismicità che nel Lazio caratterizzano i comuni di Rieti, nel cuneo di Amatrice, e ovviamente tutta la dorsale appenninica nella provincia di Frosinone“. Simbolicamente, “Roma può essere quasi divisa in due dal Tevere: tutto quello che è a ovest è a bassa sismicità, a est la fascia intermedia che progressivamente tende ad aumentare andando verso la fascia appenninica“.
Quanto all’ipocentro del sisma, “in sismologia è abbastanza superficiale ma bisogna vedere qual è la struttura che ha dislocato due porzioni” ma l’evoluzione di un fenomeno sismico, conclude Troncarelli, “è molto difficile prevedere“.
