Bluewater, leader mondiale nelle tecnologie e soluzioni di purificazione dell’acqua, chiede nuove e urgenti strategie per affrontare l’inquinamento da plastica dopo che uno studio del Regno Unito ha svelato che i processi di trattamento dell’acqua aggravano la scomposizione delle microplastiche in nanoplastiche. Lo studio di un team del Deakin’s Institute for Frontier Materials (IFM) in collaborazione con la Surrey University del Regno Unito afferma che la presenza di nano- e microplastiche nell’acqua è diventata una grande sfida ambientale, rappresentando una minaccia emergente sia per gli ecosistemi acquatici che per la salute umana.
“Questo ultimo studio punta i riflettori sull’urgente bisogno di comprendere meglio il destino delle nano/microplastiche nell’acqua e il loro effetto sull’ambiente e sulla salute”, ha spiegato Bengt Rittri, fondatore e CEO di Bluewater. Rittri ha affermato che è profondamente preoccupante che lo studio della Surrey University abbia scoperto che i processi di trattamento dell’acqua e delle acque reflue in realtà scompongano le microplastiche in nanoplastiche, il che potrebbe avere conseguenze potenzialmente catastrofiche per il benessere delle future generazioni.
