Si fa fatica a parlarne, si fa fatica a scriverne, si fa fatica ad ascoltare ciò che è successo. Dunque, si può solo immaginare con quanta fatica il medico legale sia riuscito ad esaminare il corpo del piccolo dilaniato da un suv e morto sul colpo. Lo strazio delle famiglie è inimmaginabile, il compito dei soccorritori è sicuramente uno dei più difficili e quello del personale medico che interviene lo è allo stesso modo. Quanto accaduto a Vittoria, in Sicilia, ha lasciato sgomenta una intera comunità, compreso il personale che ha cercato in tutti i modi di salvare la vita dei due bambini.

Alessio, 11 anni, era stato falciato da un Suv giovedì sera mentre stava giocando davanti alla sua casa, e ai suoi funerali che si sono svolti questa mattina lo strazio e il dolore si potevano toccare con mano. E come se non bastasse tutto quello che familiari e amici stavano passando, durante la funzione è arrivata un’altra terribile notizia: anche Simone, il cuginetto di 12 anni che si trovava con lui al momento dell’incidente, è morto in ospedale dopo tre giorni di agonia.
Alla guida del Suv quella sera c’era Rosario Greco, 37 anni, figlio di un boss locale, ora accusato di omicidio stradale aggravato, di omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Greco è finito in manette, e ora sta a giudici decidere per quanto tempo dovrà stare dietro le sbarre. Sempre che la vita di due bambini possa essere quantificata in una manciata di anni di carcere.