Il WWF Italia è presente al Jova Beach Party per sensibilizzare le migliaia di persone che parteciperanno ai concerti e l’opinione pubblica sull’emergenza dell’inquinamento da plastica in natura e per promuovere l’adozione di stili di vita sostenibile. Piccoli gesti che, se adottati da un grande numero di persone, possono davvero fare la differenza riducendo il nostro “peso” sulla natura. La decisione di partecipare all’iniziativa ha due ragioni fondamentali. La prima è la necessità di raggiungere il maggior numero di persone possibile nel più breve tempo possibile. Infatti, quello che comincia a scarseggiare (nel 2050 nei nostri mari rischiamo di avere più plastica che pesce) è proprio il tempo: bisogna quindi agire subito. La seconda è la scelta di legare momenti di gioia e di divertimento (proprio come i concerti di Lorenzo) per promuovere contenuti sulla sostenibilità.
Il Jova Beach Party è una grande occasione per raggiungere un gran numero di cittadini da informare e sensibilizzare sullo stato degli oceani oltre che sui comportamenti che ci permettono di “alleggerire” il peso dei nostri stili di vita sui nostri mari e sulle nostre spiagge.

Per affrontare l’emergenza prodotta dall’inquinamento da plastica il WWF sta agendo in più direzioni:
- Sulle istituzioni per accelerare i tempi dell’adozione della direttiva europea sulla plastica monouso ormai definitivamente approvata
- A livello internazionale con una petizione per un accordo globale
- La pulizia delle spiagge attraverso i volontari del Tour Plastic Free sulle spiagge
- La pulizia dei fondali attraverso WWF SUB
- La sensibilizzazione dei cittadini per l’adozione di stili di vita più sostenibili
Il 18% (9.500 ton l’anno) proviene dalla pesca, acquacultura e navigazione. Il 78% (41.400 ton l’anno) dell’inquinamento da plastica proviene dalle attività costiere e dipende dalla gestione inefficace dei rifiuti, da intensi flussi turistici e da attività ricreative. Le città costiere italiane che producono più rifiuti sono Catania, Venezia, Bari, Roma, Palermo e Napoli.
Che fine fanno questi rifiuti? Dopo la dispersione il 65% della plastica rimane sulla superficie per 1 anno e viaggia, spinta da venti e correnti per circa 10 anni. L’80% di questa plastica terminerà il proprio viaggio finendo sulle cose. Il 24% (12.600 ton) della plastica dispersa dall’Italia nel Mediterraneoritorna sulle nostre coste entro 1 anno; a questa si aggiunge un ulteriore 2% che arriva da altri paesi. L’11% della plastica si deposita sui fondali marini che sono quasi impossibili da ripulire.
Nel 2017, 28 milioni di turisti hanno visitato le località costiere italiane, il 60% delle presenze registrate nel Paese (pari a 50 milioni). Il turismo costiero genera il 12% del PIL nazionale annuale del turismo, crea 200.000 posti di lavoro nei settori dei trasporti, pernottamenti. L’inquinamento da plastica può compromettere l’afflusso turistico, soprattutto nelle zone marittime: ogni anno a causa della presenza di plastica il settore turistico perde 30 milioni di euro. In generale, La “blue economy” italiana, la terza più grande in Europa, perde circa 67 mln di euro l’anno a causa dell’inquinamento da turismo plastica.
IL WWF SUMMER PLASTIC QUIZ. Proprio per il Jova Beach Party il WWF ha realizzato un questionario che verrà proposto dai volontari del Panda ai visitatori del villaggio. Il WWF SUMMER PLASTIC QUIZ si compone di 15 domande (di cui 2 sono introduttive), ha la forma di un gioco con tanto di punteggio finale ha lo scopo di comprendere quanto chi partecipa all’iniziativa sia informato sull’emergenza dell’inquinamento da plastica in natura ed al tempo stesso di trasferire alcune informazioni fondamentali sul livello dell’emergenza. Si può trovare il SUMMER PLASTIC QUIZ che può essere fatto da chiunque anche al di fuori del villaggio a questo indirizzo web. Qui è possibile scaricare il video dell’esperienza del WWF Summer Plastic Quiz.
Consigli e curiosità WWF per la prima tappa di Lignano
- Le cannucce sono divertenti e piacciono ai bambini, ma sono nella top 10 dei rifiuti più trovati negli oceani. Pensiamoci bene: ci servono davvero? Le usiamo per pochi minuti e spesso sono a loro volta impacchettate, ma soprattutto, mentre il loro utilizzo termina subito, la loro vita continua per decenni contribuendo alla produzione di microplastiche. Cerca di farne a meno e – se proprio non puoi farne a meno – utilizza cannucce in bambù o in materiale compostabile.
- Di posate, piatti e bicchieri scegli quelli “veri”. Il petrolio che serve per creare un bicchiere di plastica, che si usa per pochi minuti ad un party, impiega 50 milioni di anni a formarsi. Riflettiamo sul fatto che usiamo oggetti per pochi minuti realizzati con risorse non rinnovabili.
La curiosità: Lo sapevi che le posate monouso di plastica non si devono gettare nella raccolta differenziata? Purtroppo, non si riciclano. E per degradarsi in natura, piatti e stoviglie monouso di plastica impiegano dai 100 a 1000 anni. Mentre a una cannuccia servono ben 200 anni.
L’AREA WWF NEL VILLAGGIO. All’interno del villaggio del Jova Beach Party sarà presente uno spazio WWF che lo scopo di sensibilizzare il pubblico sul valore della biodiversità marina e costiera e per promuovere la Campagna WWF Natura #PlasticFree. Nello spazio WWF che sarà gestito dai volontari dell’associazione sarà presente un allestimento di pannelli fotografici sul tema del Mediterraneo con foto d’autore (Alberto Luca Recchi) che ha lo scopo di attrarre il pubblico sulla bellezza delle specie più iconiche, le minacce principali che stanno minando la biodiversità marina e sulle attività di WWF a sostegno e tutela del Mediterraneo.