Anche se sono trascorsi esattamente 50 anni dal primo sbarco sulla Luna, avvenuto il 20 luglio 1969, le immagini che stiamo rivedendo in queste settimane spiccano ancora oggi per nitidezza e qualità. Il motivo per il quale questo evento è così fortemente radicato nella memoria collettiva, anche di chi non era ancora nato all’epoca, è che gli astronauti della missione spaziale Apollo 11 ci hanno regalato non solo un sogno, ma una serie di reperti fotografici di elevatissima qualità: le immagini iconiche scattate durante le missioni Apollo. Non solo sono state le prime fotografie scattate sulla superficie lunare: sono anche le prime straordinarie immagini della Terra vista dalla Luna, scatti che continuano ad ispirare le generazioni presenti e future. In tutte queste missioni sono state utilizzate fotocamere speciali, equipaggiate con obiettivi sviluppati da ZEISS.
Come si è arrivati all’obiettivo fotografico fatto su misura per la Luna

Nell’ottobre del 1968, ZEISS venne coinvolta dalla NASA nella realizzazione di un obiettivo fotografico che doveva essere utilizzato durante l’allunaggio, pianificato nove mesi più tardi nell’ambito della missione Apollo 11. “Il tempo per lo sviluppo è stato estremamente breve” – afferma il dott. Vladan Blahnik, che lavora nel reparto di R&S ZEISS. I dati ottici per il modello di obiettivo precedente, ZEISS Biogon 4.5/ 38, venivano ancora calcolati manualmente: un processo estremamente dispendioso in termini di tempo. Tuttavia, un server centrale, ha contribuito a determinare, in sole due settimane, i parametri matematici per l’obiettivo appositamente progettato per l’allunaggio: ZEISS Biogon 5.6/60. L’esperto matematico del dipartimento di progettazione ottica all’epoca era il Dr. Erhard Glatzel (1925-2002), che ricevette l’Apollo Achievement Award per questo traguardo e per lo sviluppo di altri obiettivi specifici per la fotografia spaziale.
L’obiettivo ZEISS Biogon 5.6/60 doveva soddisfare una serie di requisiti fondamentali:
- doveva funzionare all’interno di una fotocamera estremamente semplice da utilizzare anche con gli spessi guanti degli astronauti
- doveva mappare precisamente la superficie lunare attorno al sito di atterraggio.
- doveva evitare i riflessi degli oggetti fotografati sulla luna
Una ricerca che ha ispirato le generazioni
Ancora oggi, gli ingegneri ZEISS continuano a beneficiare di questa ricerca: ad esempio, sono stati creati obiettivi per videocamere professionali per uso cinematografico, obiettivi per la fotografia aerea usati per ispezionare la superficie terrestre e lenti litografiche impiegate nella produzione di microchip. Perché la ricerca e sviluppo, all’interno di ZEISS si traduce sempre in un’innovazione che viene messa a disposizione di tutti.
Un archivio spaziale
Una curiosità
Gli obiettivi ZEISS utilizzati sulla Luna sono “letteralmente” entrati nella storia: prima di partire per il viaggio di ritorno sulla Terra, gli astronauti hanno dovuto alleggerirsi il più possibile per portare con sé la maggior quantità possibile di roccia lunare e hanno dovuto quindi abbandonare sulla superficie lunare le macchine fotografiche utilizzate, destinandole quindi all’eternità.