“La Luna e’ un vero museo naturalistico e, quando metteremo di nuovo piede sulla sua superficie, potra’ darci preziose informazioni sulle condizioni della Terra miliardi di anni fa“. Lo spiega a Blog Italia di AGI l’astronauta Umberto Guidoni in vista del 50esimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna, il 20 luglio 1969. “Ben prima di esser visitata dagli astronauti, la LUna ci ha affascinato, incuriosito, ispirato. Quel mondo, cosi’ algido e remoto – continua – ma anche cosi’ vicino da influenzare tanti fenomeni terrestri, non poteva non diventare la nostra prima destinazione nello spazio. Mezzo secolo fa, abbiamo compiuto il grande balzo, l’impresa che ha cambiato per sempre la nostra immagine della Luna“. Dopo il 20 luglio del 1969 niente e’ stato piu’ come prima. “Gia’ Galileo, con le sue osservazioni dei crateri lunari, aveva messo in discussione la ‘perfezione’ delle sfere celesti di Aristotele e Tolomeo. Ma sono state proprio le rocce raccolte dalle missioni Apollo – spiega Guidoni – che ci hanno convinto che la Luna e’ ‘una costola della Terra’, il risultato di un gigantesco impatto con un corpo celeste grande come il pianeta Marte. Da un tale ‘scontro cosmico’, avvenuto quando il nostro pianeta era ancora in formazione, si e’ creata una nuvola di materiale fuso che, raffreddandosi, ha formato il nostro satellite“.
