Il Tour de France più pazzo della storia recente del ciclismo si deciderà sulle Alpi, con tre tappe epiche al confine con l’Italia tra Giovedì 25, Venerdì 26 e Sabato 27 Luglio. Tre giornate che si prospettano memorabili per il percorso durissimo che gli organizzatori hanno scelto di proporre quest’anno alla Grand Boucle, che adesso riparte da Nimes con una tappa per velocisti nella giornata di Martedì 23. Sarà decisiva per la conquista della sentitissima maglia verde (classifica a punti): soltanto una vittoria sul traguardo di uno dei più diretti inseguitori di Peter Sagan (nell’ordine Sonny Colbrelli, Michael Matthews ed Elia Viviani) potrebbe prolungare la sfida fino a Domenica a Parigi, altrimenti al campionissimo slovacco basterebbe arrivare ai Campi Elisi per trionfare in questa particolare graduatoria per la settima volta dopo i successi di 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 e 2018, come mai nessuno nella storia.
Poi, Mercoledì 24, si arriverà sulle Alpi con la tappa di Gap, probabilmente ancora interlocutoria per i big. Sembra un percorso adatto alle fughe da lontano, o ai colpi di mano sul Col de la Sentinelle che, ad appena 8,5km dal traguardo, è un trampolino di lancio ideale per i cacciatori di un successo parziale.
Da Giovedì, però, si fa sul serio con i tre tapponi alpini al confine con l’Italia, vicinissimi al nostro territorio nazionale: tutti e tre i traguardi sono posti a pochi chilometri dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta, a Valloire, Tignes e Val Thorens.
In modo particolare il traguardo di Valloire in programma per Giovedì 25 è posto ad appena 50km da Bardonecchia. Ed è senza ombra di dubbio la tappa più dura, suggestiva e affascinante degli ultimi decenni al Tour de France: lunga 208km, prevede la partenza da Embrun e subito la difficoltà della Cote des Demoiselles Coiffées, poi passando per Barcelonnette la prima dura salita di giornata, il Col de Vars, fino alle salite epiche dell’Izoard e del Galibier prima della picchiata a Valloire. Oltre 4.200 metri di dislivello, tantissima altura (l’Izoard arriva a 2.360 metri di altitudine, il Galibier addirittura a 2.642!) e tre discese lunghe, pericolose e difficili nei momenti “clou” della corsa. Soltanto un grande nome potrà vincere questa tappa, che potrebbe rivelarsi decisiva per l’altra classifica particolarmente ambita, quella della maglia a pois di miglior scalatore. Soltanto in questa frazione, infatti, ci sono 93 punti in palio: Vincenzo Nibali e Giulio Ciccone le speranze italiane.