L’esplosione registrata giovedì nella base sul Mar Bianco di Nynoksa, per il test di missili balistici per sottomarini, in cui sono morti dipendenti di Rosatom e in cui sono rimasti ustionati tre dipendenti dell’agenzia atomica russa, e che ha provocato un breve picco di radioattività registrato dalle autorità locali della vicina Severodvinsk (a trenta chilometri dalla base), si potrebbe essere verificata durante la prova del nuovo missile da crociera a propulsione nucleare di cui aveva parlato il presidente Putin lo scorso anno, il 9M730 “Burevestnik” (Ssc-X9 “Skyfall” nella terminologia Nato), perlomeno, questa è l'”ipotesi di lavoro” di esperti americani di controllo degli armamenti. Giovedì è stata avvistata al largo di Ninoksa la nave “Serebryanka” per il trasporto di combustibili e rifiuti radioattivi in mare, ha spiegato Jeffrey Lewis, direttore dell’East Asia Non-Proliferation Program del Middlebury Institute of International Studies, citando, in un tweet, l’ipotesi di un incidente relativo a un Burevestnik e “il possibile tentativo fallito di recupero in cui è stata coinvolta la Serebryanka“.
Ma quasi tutte le farmacie di Severodvinsk, cittadina in cui vivono 185mila persone, hanno esaurito le scorte di iodio, che protegge la tiroide da radiazioni, dopo che la gente ne ha fatto incetta. Putin aveva rivendicato che il missile, sperimentato con successo nel 2017, aveva “raggio illimitato” ed era “invincibile contro tutti i missili di difesa, esistenti e futuri“. L’avviso delle autorità locali in cui si parlava del picco di radioattività è stato rimosso. Non veniva specificato dove era stata effettuata la misura, che potrebbe essere relativa alla vicina Nynoksa, che ricade amministrativamente nella zona di Severodvinsk.
