Che le condizioni del tempo vadano progressivamente deteriorandosi sul bacino centrale del Mediterraneo e sull’Italia, oramai è un convincimento acquisito, data l’ostinazione dei maggiori centro di calcolo nel proporre simulazioni in questo senso. Ma, nel corso dei prossimi 7/8 giorni, mediamente all’insegna di cavi instabili nordatlantici e, quindi, con fenomeni temporaleschi diffusi, potrebbe configurarsi una fase, in particolare, in cui l’instabilità sarebbe particolarmente accesa.
Le ultime simulazioni, ma a dire il vero già da quelle di ieri, individuano questa fase tra martedì 3 e sabato 7 settembre. Rovesci e temporali interesseranno gran parte d’Italia, anche nei giorni precedenti, tuttavia questa fase si annuncia più perturbata dell’intero periodo. Ciò perché sul bacino centrale del Mediterraneo, farebbe ingresso un cavo depressionario nordatlantico particolarmente ondulato e tale da dare vita a nuclei di vorticità positiva significativi. 
Come mostra l’andamento delle precipitazioni per il periodo di riferimento, tutta l’Italia sarebbe interessata da fenomeni, almeno di tipo irregolare. Ma, a causa anche della possibile azione di un profondo e ben strutturato vortice depressionaria a tutte le quote in prossimità dell’Emilia-Romagna e del medio-alto Adriatico, le precipitazioni potrebbero essere particolarmente intense o anche violente( colori giallo-rosa in cartina) appunto sulle province emiliano romagnole, sul Centro-Sud Veneto, sui settori appenninici tra Toscana e Umbria, sulle Marche e poi anche verso l’Abruzzo e il medio Adriatico. Fenomeni moderati o forti anche sulle regioni meridionali tra Campania, Puglia, Lucania e Calabria. Riteniamo di lanciare una allerta meteo preventiva per queste aree perché da qui a 4/5 giorni, potrebbero essere obiettivo di forte maltempo. Fenomeni irregolari, quindi più localizzati e magari mediamente anche meno intensi, sul resto del Nord, settori del medio-alto Tirreno, sul Sud della Puglia, su Centro Ovest Sicilia e sul Nord Sardegna.
Naturalmente ci riserviamo di monitorare quotidianamente questa tendenza e di apportare conferme o eventuali modifiche sull’assetto barico prospettato e anche sulle possibili conseguenze per l’Italia.