Le notizie virali e allarmistiche diffuse nei mesi scorsi non avevano (ma forse è scontato dirlo) fondamento: nessuna “Fine del Mondo” all’orizzonte, l’asteroide 2006 QV89 NON colpirà la Terra. Inizialmente previsto per il 9 Settembre, il “passaggio ravvicinato” è stato rinviato infine al 27 Settembre: nessun pericolo in vista (avevano precisato sin dall’inizio gli astronomi), perché il sasso spaziale saluterà il nostro pianeta alla distanza di 6,9 milioni di km , pari a 18 volte la distanza fra la Terra e la Luna.
Già da giugno c’erano pochi dubbi, ma un’errata interpretazione del concetto di “pericolo” relativa agli asteroidi che incrociano l’orbita del nostro pianeta aveva fatto scattare l’allarme. Ricordiamo dunque che l’asteroide 2006 QV89 non ha mai rappresentato un serio rischio di impatto e i calcoli di NASA e Agenzia Spaziale Europea lo hanno confermato definitivamente.

Come è nata la notizia del possibile impatto? L’asteroide è stato scoperto con un periodo di osservazione molto breve. Chi inizialmente ha effettuato i calcoli con il materiale a disposizione ha concluso che sussisteva una possibilità su 7mila di un impatto con la Terra il 9 settembre 2019: molto, molto bassa, ma non inesistente. Grazie a calcoli più precisi l’Apocalisse è stata rimandata.
Dunque, 2006 QV89 è presente nell’elenco degli asteroidi “Near Earth Object” ma non rappresenta motivo di preoccupazione. Anche le eventualità di un futuro impatto sono estremamente remote, secondo gli scienziati.
Cos’è un asteroide
Un asteroide è un piccolo corpo celeste simile per composizione ad un pianeta e spesso privo di forma sferica: il diametro può variare da qualche decina di metri a 1.000 km ma, in genere, non supera i 100 km. La NASA studia gli oggetti più vicini a noi, calcolandone le traiettorie future in modo da evitare impatti con il nostro pianeta.
Si ritiene siano i relitti della formazione del Sistema Solare, corpuscoli che non riuscirono ad essere inglobati nella formazione dei pianeti.
Il loro nome significa letteralmente “a forma di stella” o “simili a una stella” in quanto, durante il periodo in cui furono scoperti i primi asteroidi, ovvero intorno all’inizio del 1800, essi apparivano come punti luminosi, al pari delle stelle.
Nonostante esistano migliaia di asteroidi, possono essere suddivisi in tre gruppi principali a seconda della loro composizione: gli asteroidi carbonacei, i più comuni, sono corpi pietrosi neri come il carbone, gli asteroidi silicei e gli asteroidi metallici.
Gli asteroidi composti per la maggior parte di ghiaccio sono invece dette comete: alcuni asteroidi sono residui di vecchie comete, che, avendo perso il loro ghiaccio nel corso di avvicinamenti al Sole, sono composti principalmente da roccia. La sublimazione delle sostanze volatili quando la cometa è in prossimità del Sole provoca la formazione della chioma (nube o atmosfera rarefatta che si genera attorno al nucleo) e della coda (nube che si allunga dalla chioma nella direzione del vento solare).
Nel nostro Sistema Solare sono già stati numerati e catalogati oltre 600.000 asteroidi e probabilmente altre centinaia di migliaia attendono ancora di essere scoperti.
L’asteroide più grande del Sistema Solare interno è Cerere (diametro di 900-1000 km), poi seguono Pallade e Vesta (500 km). La maggior parte degli asteroidi orbitano tra Marte e Giove, ad una distanza compresa tra 2 e 4 UA dal Sole, in una regione conosciuta come Fascia principale: almeno 200 mila asteroidi gravitano in questa fascia che è larga poco più di 150 milioni di chilometri.
Sono invece più grandi di Cerere numerosi oggetti del Sistema Solare esterno come ad esempio Eris, Sedna e Varuna.
Gli impatti con gli asteroidi hanno un ruolo importante nella formazione dell’Universo: ad esempio si ritiene che la Luna sia nata dall’impatto con un gigantesco asteroide.
Un asteroide ha colpito la Terra circa 65 milioni di anni fa provocando la scomparsa di molte specie animali (come i dinosauri) e vegetali.
