Con altri 5 corpi ritrovati oggi, è purtroppo salito a 24 morti il bilancio dell’esondazione di un fiume che lo scorso 8 settembre ha travolto un bus nel sud-est del Marocco. L’autobus regionale si è capovolto mentre stava attraversando un ponte vicino al villaggio di El Khank, a seguito delle inondazioni causate da forti piogge. L’autista – inizialmente dato per disperso – è stato curato dal personale medico dell’ospedale Errachidia ed è attualmente indagato.
Il ministro Abdelkader Amara si è recato sul luogo dell’incidente, invitando i cittadini a prestare particolare attenzione ai bollettini meteorologici, data l’eccezionale ondata di maltempo che quest’anno non sembra dare tregua al paese nordafricano. Le forti piogge hanno già causato ingenti danni e vittime lo scorso agosto nella regione meridionale di Taroudant. Queste zone sono soggette a fenomeni meteorologici estremi come siccità e piogge torrenziali. Secondo un rapporto sui rischi climatici pubblicato nel 2016 dal Royal Institute for Strategic Studies (Ires), le inondazioni sono “il primo pericolo in termini di persone uccise a livello nazionale“. Questi fenomeni colpiscono spesso aree isolate del Marocco, con inondazioni improvvise in grado di trasformare i letti asciutti dei “wadi” in fiumi in piena. Nel 2014, le inondazioni legate alle piogge torrenziali hanno provocato circa 50 morti e considerevoli danni nel sud del paese.
