“Oramai lo zero termico è sopra i 4000 metri e lo è anche nel mese in corso. In un hot spot come quello del bacino mediterraneo- caratterizzato da incremento recente delle temperature di alcuni decimi di grado superiore a quello globale- il sistema microclimatico glaciale e periglaciale risente in maniera amplificata di tale segnale termico,” spiega Massimiliano Fazzini, climatologo dell’Università di Camerino.
“Le stazioni meteorologiche posizionate nell’ultimo quindicennio alle quote sommitali del sistema alpino indicano aumenti tra 1 e 2 gradi in questo ristretto lasso di tempo e la quota dello zero termico medio annuo si è mediamente innalzata di circa 30 metri l’anno sino a posizionarsi intorno ai 3400 metri di quota, con ovvie ripercussioni sulla evoluzione degli apparati glaciali, in particolare di quelli esposti a solatio o posizionati a quote inferiori ai 3000 metri che stanno rapidamente scomparendo, nonostante un certo generale incremento delle nevicate alle quote corrispondenti. Anche gli apparati glaciali più estesi e complessi come quelli presenti nel massiccio del Bianco purtroppo risentono fortemente di tali condizioni termiche, con altezze dello zero termico che si pongono sovente sopra i 4000 metri anche nel mese in corso”.
