La prossima missione della Nasa su Marte sarà quella scientificamente più avanzata e con maggiori probabilità di scoprire se il Pianeta Rosso abbia ospitato od ospiti delle forme di vita: ma l’opinione pubblica avrebbe difficoltà a gestire una eventuale risposta positiva, secondo il responsabile scientifico dell’Agenzia spaziale statunitense, Jim Green. “Sarà qualcosa di rivoluzionario, darà il via a una linea di pensiero completamente nuova, non credo che il mondo sia preparato per i risultati, anzi, non lo è” ha spiegato Green intervistato dal quotidiano britanncio The Daily Telegraph.

Il “Mars 2020” dovrebbe atterrare nel cratere Jezero nel febbraio del 2021: è dotato di due telecamere ad alta risoluzione e di un drone indipendente in grado di scattare delle fotografie aeree della superficie. L’obbiettivo principale della missione è quello di cercare delle forme di vita, ma osserverà anche la produzione di ossigeno sul pianeta e le condizioni meteorologiche, per meglio valutare le possibilità di una eventuale colonia umana.