Avevamo prospettato già ieri, da queste pagine, la possibilità di un raid temporalesco sul finire della seconda decade del mese e break dell’egemonia anticiclonica che, invece, prevarrà per i prossimi 5/6 giorni. Rispetto a quanto prospettato ieri, però, gli ultimi aggiornamenti odierni sarebbero per un attacco alla figure di alta subtropicale piuttosto deciso, da parte di nuclei instabili più freddi dal Nord Europa, i cui effetti più certi andrebbero individuati a distanza più ravvicinata all’evento, ma che potrebbero avere anche un certo rilievo.
Prospettive, quindi, per una crisi più precoce dell’alta pressione di metà settembre. Un’alta pressione subtropicale che si imporrà a vasta scala sul territorio europeo ma che, sin dagli inizi, quindi da queste ore e per tutta la sua durata, avrà una spina nel fianco costituita da una falla barica, dapprima iberica poi portoghese-atlantica. Questa moderata depressione semi-stazionaria, isolata in quel comparto euro-atlantico e lì in approfondimento agli inizi della prossima settimana, andrà a ondulare oltremodo il getto oceanico favorendo un promontorio sub-tropicale con asse leggermente orientato a Ovest rispetto all’Italia.
Contesto questo che favorirebbe l’innesco di correnti fredde dal Baltico, lungo il bordo orientale anticiclonico, meno strutturato e quindi più vulnerabile sui meridiani italiani.
Le regioni più esposte alla circolazione settentrionale e alle correnti più fredde, sarebbero naturalmente quelle non protette dall’arco alpino, ossia le aree del medio-basso Adriatico, quelle appenniniche e meridionali in genere. Come visibile dall’immagine fenomeni allegata, proprio intorno a metà settimana prossima, il tempo potrebbe tornare a fare i capricci con nubi in intensificazione, rovesci e anche temporali in progressione dal Nord Appennino, medio Adriatico verso le aree meridionali e localmente anche verso la Sicilia. A ora il dettaglio sulle aree più interessate dai fenomeni è ancora molto approssimativo, tuttavia si configurano correnti maggiormente incidenti in termini di instabilità sui rilievi appenninici emiliano-romagnoli, marchigiani, abruzzesi, laziali, anche interni toscani e poi sul medio Adriatico, qui anche coste, e giù verso il Molise, la Campania, la Puglia, specie centro-settentrionale, la Calabria e la Sicilia.
Fenomeni probabilmente più intensi (colorazione blu più scura) tra Marche, Abruzzo e Molise e poi su Est Sicilia, fenomeni più deboli e irregolari sulle aree in blu più chiaro e in celeste. Avremo modo nei prossimi giorni di individuare con maggiore precisione le aree interessate dai fenomeni più continui e anche più intensi. Con il quadro circolatorio prospettato, le pianure del Nord e gran parte anche delle regioni settentrionali, eccetto l’Emilia-Romagna, risulterebbero al riparo dalle correnti instabili con scarsi fenomeni e anche più sole, salvo naturalmente addensamenti e locali fenomeni sparsi lungo l’arco alpino, specie versanti sopravvento più a Nord.
Circa le temperature, se questo quadro barico venisse confermato, subirebbero un deciso calo anche nell’ordine di 4/6° un po’ su tutta la penisola, ma più apprezzabile sul medio-basso versante adriatico, in Appennino e sulle regioni meridionali. Maggiori dettagli sulla crisi anticiclonica per metà settimana prossima, nei prossimi aggiornamenti.
