Il terremoto che ha colpito Ischia nell‘agosto del 2017 potrebbe essere un campanello d’allarme: un team di ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Università di Trieste e dell’Institute of Geophysics, China Earthquake Administration, ha analizzato gli eventi sismici del passato sull’isola, in correlazione con la distribuzione dei danni prodotti ai centri urbani che, nel caso del disastroso terremoto del 1883, furono descritti da Giuseppe Mercalli.
Nella ricerca “Seismic risk mitigation at Ischia island (Naples, Southern Italy): an innovative approach to mitigate catastrophic scenarios”, pubblicato su “Engineering Geology”, gli studiosi hanno analizzato la sequenza sismica dell’800, iniziata nel 1828 e proseguita con altri 5 importanti eventi di cui due, nel 1881 e nel 1883, con danni gravi.
“A seguito degli eventi sismici del ‘700, Mercalli esortò le autorità dell’epoca a evitare di ricostruire con le stesse tecniche e negli stessi luoghi distrutti nel 1881. Purtroppo, non ascoltato, l’evento sismico del 1883 fu particolarmente intenso e i danni alle strutture abitative e, conseguentemente, le vittime, furono molto più numerose. In considerazione dell’urbanizzazione attuale della zona, il nostro lavoro ha anche calcolato, in maniera necessariamente approssimativa, gli effetti che verosimilmente si avrebbero se avvenisse un terremoto simile, rispettivamente, al 1883, al 1881 o al 1828,” ricorda Giuseppe De Natale, ricercatore dell’Ingv. “Gli scenari attesi, sebbene implicherebbero meno danni dei terremoti ‘gemelli’ del passato, sarebbero comunque molto importanti, in particolare nella zona di Casamicciola alta cui dovrebbero semmai essere dedicate tecniche costruttive particolari“. “Il lavoro dimostra che il metodo più efficace per la messa in sicurezza delle aree urbane a maggior rischio è quello di consolidare gli edifici in modo che possano resistere, in ciascuna area, alle stesse intensità sperimentate durante il terremoto del 1883, che può essere ragionevolmente considerato il più forte evento atteso“, prosegue l’esperto. “La necessità di nuove ricerche in materia di pericolosità sismica e di una rapida messa in sicurezza dei centri urbani più esposti di Ischia è evidentemente urgente, ma rappresenta comunque un paradigma per l’intero territorio italiano dove, purtroppo, terremoti di magnitudo anche estremamente modesta causano vittime e danni inaccettabili“, conclude De Natale.
Terremoto Ischia: “Urgenti nuove ricerche in materia di pericolosità sismica”
Terremoto Ischia: un team di ricercatori ha analizzato gli eventi sismici del passato sull'isolaLaPresse/Xinhua
