La Cia ha declassificato documenti sulle missioni segrete condotte durante la Guerra fredda, in cui le ‘spie’ erano piccioni, gufi, delfini, corvi e altri animali. Dai dossier emerge che i volatili venivano addestrati per missioni clandestine, con lo scopo di fotografare luoghi sensibili nell’Unione sovietica. I corvi avrebbero dovuto rilasciare dispositivi di spionaggio sui davanzali e i delfini erano addestrati a missioni sottomarine con cui controllare la flotta sovietica. La Cia studiò anche come sfruttare i gatti per spionaggio di sorveglianza e come inserire impianti nel cervello dei cani per controllarli da remoto, programmi che non andarono lontano.

La Cia acquistò anche centinaia di piccioni, dotandoli di telecamere e facendoli volare negli Usa per addestrarli. L’obiettivo era sorvegliare il porto di Leningrado, ora San Pietroburgo, dove i sovietici costruivano i sottomarini nucleari. Ma nella sperimentazione molti volatili morirono, altri fuggirono o scomparvero con le preziose attrezzature che avevano addosso. I documenti rivelati non dicono se l’operazione a Leningrado fu mai tentata.