Edifici antisismici? No. Libri? No. Internet? Sì. Ricchezza: No. Istruzione: non pervenuta.
Questa è solo una piccola parte della fotografia attuale degli studenti italiani. Iperconnessi alla rete, i giovani leggono poco o nulla al di fuori di ciò che viene loro imposto a scuola. Gli edifici scolastici sono vetusti e solo uno su cinque presenta tutti i dovuti criteri antisismici. A scattare la ‘fotografia’ dell’istruzione in Italia e dei giovani studenti è ll tempo dei bambini, il decimo “Atlante dell’infanzia a rischio” stilato di Save the Children, l’organizzazione internazionale che ha l’ambizioso obiettivo di salvare i più piccoli e garantire loro un futuro. In Italia sono oltre un milione e 260 mila i bambini che vivono in condizioni di povertà assoluta e negli ultimi dieci anni sono triplicati. Di questi bambini: 563 mila vivono nel sud, 508 mila al nord e 192 mila al centro.

Un quadro drammatico, per il quale è quanto mai necessario correre ai ripari. Perché non basterà un crocifisso appeso in aula – che sembra essere tema più caldo di dibattito tra i nostri governanti – a salvarci dal declino culturale ed economico: servono politiche forti e mirate.
