Secondo una ricerca delle Università di Oxford e del Minnesota, pubblicata su”Pnas”, gli alimenti che hanno una bassa impronta ecologica sono da considerarsi sani, salvo 2 eccezioni: il pesce (il cui consumo è meno sostenibile ma fa bene all’organismo) e le bevande zuccherate (che hanno una ridotta impronta ecologica e delle quali è bene ridurre l’uso).
“Gli alimenti che compongono la nostra dieta hanno un grande impatto sia su noi stessi che sul nostro ambiente. Questo studio dimostra che mangiare più sano significa anche mangiare in modo più sostenibile“, ha precisato David Tilman, docente di ecologia dell’Università del Minnesota, autore dell’analisi.
Lo studio ha rilevato che quasi tutti gli alimenti associati a migliori risultati in termini di salute (cereali integrali, frutta, verdura, legumi, noci e olio d’oliva) hanno gli impatti ambientali più bassi. I cibi connessi invece a maggiori aumenti dei rischi di malattie (principalmente carni rosse, come carne di maiale, manzo, montone e capra) sono associati ai maggiori impatti ambientali negativi.
