Forti dolori al basso ventre e crampi frequenti: dopo anni di visite mediche scopre di avere due vagine

La giovane aveva dolori lancinanti e crampi frequenti fin da quando aveva nove anni e solo di recente è arrivata la diagnosi: utero didelfo

Ci sono voluti otto anni. Otto anni di visite mediche, indagini, analisi, il tutto per rendersi conto che aveva due vagine. Sembra una storia inventata, una fake news assurda e invece è un fatto reale di malasanità avvenuto in Gran Bretagna. La protagonista e vittima è una diciannovenne di nome Molly-Rose Taylor di Gillingham, nel Kent. La giovane aveva dolori lancinanti e crampi frequenti fin da quando aveva nove anni. Arrivava persino a svenire per via del dolore al basso ventre. Le visite specialistiche, nel corso degli anni, sono state tante, ma gli esiti sono stati sempre negativi fino a quando non sono iniziate le prime mestruazioni. Nonostante l’utilizzo del tampone vaginale, infatti, il sangue continuava a fuoriuscire e nessuno riusciva a comprenderne il motivo. Due anni fa, poi, la scoperta: Molly aveva due vagine, due cervici e due uteri, separati l’uno dall’altro da una parete di tessuto spessa due centimetri.

Ho cominciato a preoccuparmi quando sono diventata sessualmente attiva con il mio fidanzato: fare sesso era impossibile e molto doloroso”, ha raccontato la ragazza. La diagnosi a quel punto è stata molto precisa: utero didelfo, ovvero una malformazione rara per cui il numero di organi riproduttivi raddoppia. “Non esistevano volantini o dottori che potessero aiutarmi a capire le mie condizioni ed è per questo che ho impiegato così tanto tempo per farmi diagnosticare questo problema” ha spiegato la giovane in un’intervista rilasciarta al DailyMail.

Nel 2017 Molly-Rose è stata sottoposta ad un intervento chirurgico utile a rimuovere il setto longitudinale. I suoi organi genitali, ora, sono stati normalizzati, ma il rischio di aborto spontaneo in caso di gravidanza è molto alto. “Se non avessi insistito per avere una diagnosi certa non saprei ancora quale sia la mia patologia. Per questo voglio condividere la mia storia, al fine di sensibilizzare altre donne che potrebbero avere il mio stesso problema senza esserne consapevoli”. L’utero didelfo, infatti, colpisce una donna su 30mila e ad oggi non ci sono trattamenti farmacologici, per ‘curarlo’ è necessario ricorrere alla chirurgia.