Ghiacciaio Planpincieux: ancora “piccoli crolli”, “situazione enfatizzata dalla dichiarazione di Conte”

"Nelle ultime 24 ore il movimento dei 3 settori interessati" del ghiacciaio Planpincieux "risulta costante"

Nessun particolare effetto sulla situazione del ghiacciaio Planpincieux, nel massiccio del Monte Bianco, dalla nevicata e dall’abbassamento delle temperature in quota della notte. Nelle scorse ore si sono registrati “piccoli crolli di modestissima entità“, ha spiegato all’ANSA Valerio Segor, dirigente regionale responsabile regionale dell’Assetto idrogeologico dei bacini montani. Nella serata di lunedì si era verificato un altro crollo di circa 5mila metri cubi. “E’ atteso un abbassamento delle temperature con uno zero termico che scenderà progressivamente fino ai 1.900 metri di quota – ha proseguito Segor – questo non inciderà sulle dinamiche in atto in termini di scenari di rischio perché gli effetti della diminuzione delle temperature sulla massa glaciale sono spostati in un tempo stimabile di almeno due/quattro settimane“.

“Nelle ultime 24 ore il movimento dei 3 settori interessati” del ghiacciaio Planpincieux “risulta costante. Nella serata di lunedì 30 settembre, si è verificato un crollo di stimati circa 5.000 metri cubi, nella parte frontale del ghiacciaio. Nei prossimi giorni è comunque previsto un abbassamento delle temperature“: lo ha precisato il presidente della Regione Valle d’Aosta, Antonio Fosson, nelle sue comunicazioni al Consiglio. Il presidente Fosson ha ricostruito la vicenda: “Già nei primi giorni della scorsa settimana è giunta una segnalazione di variazione e scivolamento del ghiacciaio alla Fondazione Montagna Sicura, che ha correttamente trasmesso la comunicazione al Dipartimento dell’Assessorato alle opere pubbliche. I tecnici, valutata la persistenza dei dati che dimostravano il movimento anomalo del ghiacciaio, hanno avvertito l’autorità comunale del rischio di un’imponente frana di ghiaccio. Il Sindaco di Courmayeur ha quindi deciso di chiudere la strada della Val Ferret e di evacuare alcune case a rischio. E questo dimostra, ancora una volta, l’eccellenza del grande apparato di sicurezza della Valle d’Aosta“. “Purtroppo la notizia è stata accolta da alcuni giornali in maniera allarmistica e non oggettiva; non solo, la situazione è stata enfatizzata dalla dichiarazione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte all’Assemblea dell’ONU. Scoppiando l’allarme del collasso del ghiacciaio, è stato difficile riprendere in mano la situazione: d’altronde, fa più breccia la notizia di un’immane tragedia dovuta al cambiamento climatico rispetto al fatto che tutto sia sotto controllo“, ha proseguito Fosson. “Sabato 28 settembre abbiamo riunito al Comune di Courmayeur tutti gli attori interessati, che hanno concordato sull’esigenza di una comunicazione univoca, corretta e precisa, mentre domenica ho avuto un’interlocuzione proficua col Premier Conte, che verrà presto a Courmayeur per verificare di persona la situazione del ghiacciaio; non per tenere su il Monte Bianco, ma per rendersi conto di quanto la Valle d’Aosta sta facendo“. “Da questa negatività di informazione, esplosa indipendentemente da noi, si denota la positività di una Regione che fa molto per salvaguardare il suo ambiente e che studia i cambiamenti climatici. La Valle d’Aosta si propone come modello di studio e di attività, non solo da un punto di vista formale, ma anche operativo“, conclude Fosson.