E’ morto a 85 anni il primo essere umano a compiere una passeggiata spaziale, il leggendario cosmonauta sovietico Alexei Leonov.
La sua collaboratrice Natalia Filimonova ha spiegato ad AFP che è deceduto all’ospedale Burdenko della capitale russa “dopo una lunga malattia“.
Leonov, il primo spacewalker della storia

Novanta minuti dopo il decollo, con un cavo da 5 metri attorno al torace, Leonov aprì il portellone del modulo Volgan e si lasciò andare nel vuoto dello spazio, con solo la tuta spaziale a proteggerlo. Una cinepresa montata sul modulo ha catturato così la prima attività extraveicolare umana.
Rapito dal panorama mozzafiato – spiega Global Science – non si accorse subito che la sua tuta spaziale – dopo i primi 12 minuti – era diventata troppo rigida e voluminosa. Pertanto, al momento del rientro, si trovò in grosse difficoltà ma aprendo prontamente una valvola e sgonfiando la tuta riuscì rientrare all’interno del modulo prima che la tuta si sgonfiasse del tutto, rischiando la decompressione.
«Uscii dalla navicella e mi aggrappai, non ricordo di aver parlato, ma dalle registrazioni ho detto che la terra è rotonda dopo tutto! Poi il silenzio, ho sentito il mio cuore battere, il mio respiro pesante, e nient’altro. C‘era un problema per me, sentivo che le mie dita non riuscivano a toccare la punta dei guanti, i miei piedi si muovevano liberamente, e io pensavo: come faccio a tornare? Poi ho capito che l’unica via era quello di ridurre la pressione. Senza dire nulla, ho rilasciato la pressione dello 0,27, rendendomi conto che dovevo essere nella stessa zona in cui l’azoto inizia a bollire nel sangue. La più grande sensazione è stata questa: l’universo è infinito nel tempo e nello spazio, il cielo molto nero, nero come il carbone, luminoso, e con le stelle»: queste le parole del cosmonauta nel ricordare quello straordinario momento da cui è stato tratto il film ‘Spacewalker – il tempo dei primi’.
