“La Sardegna davvero capitale italiana del Turismo Ambientale. Abbiamo concluso il corso di 100 ore formando così l’innovativa figura di Guida Ambientale Escursionistica del Mare. Si è trattato della prima volta per un Paese come l’Italia. Durante il corso svoltosi presso il Parco dell’Arcipelago della Maddalena, abbiamo svolto attività pratiche, attività di laboratorio, abbiamo affrontato il tema del carteggio nautico, della meteorologia, della biologia marina, monitoraggi ambientali e salvamento. Ora le nuove Guide sono pronte adesso per fare anche turismo acquatico marino in un contesto di sostenibilità ambientale”. Lo ha affermato Paola Iotti biologo marino dell’Istituto per gli Studi del mare, istruttore subacqueo FIAS CMAS, membro commissione formazione e aggiornamento dell’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE), divulgatrice scientifica da più di 20 anni ed ideatrice del Primo Corso in Italia per formare la Guida Ambientale Escursionistica del Mare.
“Per la prima volta in Italia abbiamo formato la Guida Ambientale Escursionistica Marina. Abbiamo scelto la Sardegna per lanciare il Primo Corso in Italia di specializzazione per guide che lavorano in ambiente marino costiero – ha continuato Iotti – e che vogliono unire gli aspetti tecnici a quelli scientifici e culturali. Aigae promuovendo questa specializzazione ha voluto creare, con un corso di 100 ore di pratica e laboratori, le competenze adeguate per chi opera nel Settore Turistico Marino”.
Un progetto innovativo, di rilievo internazionale.
“Grazie alla partnership tra Istituto per gli Studi del Mare e Ocean Reef – ha proseguito Iotti – durante il corso abbiamo potuto utilizzare innovativi dispositivi di comunicazione in snorkeling “snorkie talkie” che hanno permesso alla guida e ai partecipanti di parlare mentre osservavano senza necessità di tirare fuori la testa dall’acqua. Le future Guide si sono interfacciate con un’unità che era in superficie ed hanno potuto anche interagire con un operatore che sarà a terra o in barca per una più efficace gestione della logistica e di eventuali emergenze che potrebbero sorgere durante un’attività di snorkeling. Si tratta di un progetto innovativo e di stampo internazionale, tutto nato tra due realtà al 100% made in Italy”.
Tutto è partito dalla Sardegna che fino a Domenica 20 Ottobre sarà in modo concreto patria del Turismo Ambientale: dal Primo Corso Nazionale per diventare Guide Ambientali Escursionistiche del Mare allo svolgimento del Primo Meeting Itinerante Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche dell’Aigae, provenienti in queste ore sull’Isola da tutta Italia. Workshop, incontri di formazione e tante escursioni con turismo acquatico, turismo in ambienti impervi, turismo minerario. Evento tutto plasticfree.
La prima parte si è svolta nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, poi la seconda in Ogliastra a Baunei ed ora tutta l’organizzazione si è trasferita ad Iglesias.
Domani escursione alle ore 15 da Iglesias per ammirare la miniera di Masua e addirittura un sistema sotterraneo di imbarco dei minerali: Porto Flavia.
Domani – Venerdì 18 Ottobre vedremo un’opera di ingegneria unica in Europa, un sistema sotterraneo di imbarco su nave dei minerali che venivano prodotti nelle miniere della Vieille Montagne. Partenza alle ore 15 da Iglesias, dal Parcheggio Belvedere in Nebida.
Alle ore 9 invece presso Villa Boldetti, conferenza sul patrimonio geominerario della Sardegna.
“Porto Flavia è un’opera di ingegneria mineraria unica al mondo. Fu ideato, progettato e realizzato nel 1924 dall’ing. Cesare Vecelli su incarico della società proprietaria delle miniere di Masua, Montecani e Acquaresi.
Quest’opera innovativa consentiva il carico dei minerali direttamente sulle navi in poche ore invece che di giorni con le piccole imbarcazioni a vela latina (le bilancelle). I costi e i tempi di spedizione del minerale di piombo – ha affermato Roberto Rizzo geologo del Parco Geominerario della Sardegna – e zinco estratto dalle miniere presenti lungo la costa di Iglesias vennero fortemente ridotti.
Nel cuore della roccia calcarea vennero scavati 9 silos per lo stoccaggio del minerale, collegati ad una galleria superiore di “carico” e ad una galleria inferiore di “scarico”, con nastro trasportatore fisso e con nastro trasportatore estensibile che veniva proteso verso l’esterno dalla falesia per circa 20 m per caricare direttamente il minerale nelle stive delle navi”.
Domani la grande opportunità di ammirare un’opera davvero unica. La stessa escursione farà compiere un viaggio nel sito minerario di Masua.
“Il sito minerario di Masua era già conosciuto alla fine del ‘600, e ciò è testimoniato dalla presenza di scavi, gallerie e fornelli nella roccia calcarea per la ricerca del piombo e dell’argento. Nell’ottocento intorno alla fonderia sorsero le prime abitazioni degli operai, venne realizzata una laveria meccanica e costruito anche un molo per l’imbarco del minerale.
Alla fine dell ‘800 la miniera di Masua risultava una fra le più importanti dell’isola – ha affermato Alessandro Abis, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE della Sardegna – con oltre 700 addetti che lavoravano nei cantieri Parodi, Podestà e Calligaris. Il villaggio minerario sito sul ripido pendio di Punta Cortis disponeva di una scuola, di un ospedale, della chiesa, di laboratori e di altri servizi. Nel 1922 la miniera passò alla Società belga Vieille Montagne. Le miniere di Montecani come quelle di Acquaresi e Masua divennero un unico, grande complesso minerario, venendo collegate dalla Galleria Sotterranea Lanusei. E fu proprio durante la gestione ad opera della società belga che l’ing. Cesare Vecelli ideò un sistema innovativo per abbattere i costi di trasporto e di imbarco del materiale. Nasceva così Porto Flavia, opera di ingegneria mineraria unica che permetteva di imbarcare su piroscafi, tramite nastri trasportatori, il materiale immagazzinato sottoterra. Si tratta di un luogo unico, una miniera, un porto sospeso a metà di una parete rocciosa, da cui parte una lunghissima galleria. Saremo lungo la costa dell’Iglesiente, nella parte sud-occidentale della Sardegna. Un tunnel lungo circa 600 metri, scavato nella roccia dai minatori sbuca a metà di uno strapiombo che offre una vista mozzafiato sul mare. La miniera di Porto Flavia, all’interno del promontorio che domina Masua nel territorio di Iglesias, realizzata tra 1922 e 1924, è un’opera sospesa fra cielo e mare, che permetteva l’imbarco diretto dei minerali, destinati alle fonderie nord-europee, sulle navi, riducendo in maniera drastica tempi e costi di trasporto. Ci sono ben due gallerie sovrapposte che sboccano a picco sul mare, con silos in grado di contenere fino a 10.000 tonnellate di materiale”.
Ben due gallerie: una superiore e l’altra inferiore.
Sabato 19 Ottobre la Convention Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche dell’Aigae, provenienti da tutta Italia: “Parchi e Guide fanno lo stesso mestiere”. L’evento di svolgerà presso l’Auditorium dell’Istituto Minerario “Giorgio Asproni”, Via Roma 45 Iglesias.
Interverranno:
Mauro Usai, Sindaco di Iglesias, Tarcisio Agus, presidente del Parco geo-minerario, Fabrizio Fonnesu, presidente del Parco nazionale Arcipelago Maddalena, Mansueto Siuni, sindaco di Masullas
Francesco Peddio, sindaco di Gadoni, Daniela D’Amico, presidente della Commissione Formazione e Aggiornamento di Aigae e funzionario del Parco nazionale d’Abruzzo, Nino Martino, direttore tecnico di Aigae, già direttore dei parchi nazionali Dolomiti bellunesi e Arcipelago toscano, Ciro Pignatelli, direttore del Parco geo-minerario. Conclude: Davide Galli, presidente Aigae.
