Stazione Spaziale: al via esperimento italiano per osservare meteore e detriti

L'installazione del telescopio mini-EUSO sulla Stazione Spaziale è prevista oggi e il dispositivo resterà in funzione tutta la notte

Al via l’esperimento italiano per osservare meteore e detriti spaziali: l’installazione del telescopio mini-EUSO sulla Stazione Spaziale è prevista oggi e il dispositivo resterà in funzione tutta la notte.

Mini–EUSO (Multiwavelength Imaging New Instrument of Extreme Universe Space Observatory) è un telescopio di nuova generazione in banda ultravioletta (UV) per lo studio ed il monitoraggio di emissioni notturne di origine terrestre, atmosferica e cosmica, la cui ottica si basa sull’utilizzo di lenti di Fresnel. Gli obiettivi scientifici dell’esperimento includono la realizzazione della prima mappa notturna UV della Terra con risoluzione di alcuni km, lo studio di meteoriti, la ricerca di materia strana di quark, il monitoraggio e tracciamento di detriti spaziali per la realizzazione di future metodologie di rimozione basate su laser, la ricerca di raggi cosmici di Ultra-alta-energia e lo studio di bioluminescenza marina e del fenomeno del ‘mare latteo’ generato dal plankton.

L’esperimento, nato in cooperazione con l’agenzia spaziale russa ROSCOSMOS, è coordinato da Marco Casolino, della Sezione di Roma Tor Vergata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università di Roma Tor Vergata, insieme al russo Mikhail Panasyuk dell’Università Statale di Mosca.

Lo strumento è formato da due lenti di Fresnel di 25 cm di diametro, un piano focale per la raccolta della luce costituito da 36 fotomoltiplicatori multi-anodo, due mini-fotocamere (operanti l’una nel visibile, l’altra nel vicino infrarosso) e un compatto sistema elettronico di acquisizione. Il peso totale dello strumento è di circa 30 kg. EUSO sarà posizionato su un oblò del modulo russo “Zvezda” per effettuare una campagna di osservazioni notturne dalla quota della ISS, ossia circa 400 km.