“Non esistono scosse di assestamento e l’espressione usata è una pessima ma popolare traduzione di ‘aftershock’ (ndr, letteralmente, un piccolo terremoto o tremore che segue un grave terremoto) che ben può essere tradotta con ‘replica‘”. A spiegare questo concetto, sconosciuto ai più, ai microfoni di MeteoWeb è il professor Giuliano Panza, sismologo di fama internazionale che in merito aveva anche scritto per la Treccani la definizione della voce “Terremoti. Previsione dei terremoti”, nella quale si legge: “In realtà, i terremoti dipendono dalle variazioni del campo degli sforzi, ma tale dipendenza è complessa, come è dimostrato dal fatto che le repliche (spesso erroneamente indicate come scosse di assestamento) avvengono sovente lungo piani dove gli sforzi dovrebbero essere ridotti dopo l’evento principale“.

Dire “si tratta solo di scosse di assestamento”, dunque, non solo è scorretto ma porta anche ad una tranquillità e ad una rassicurazione che non rispecchia il pericolo, imminente o futuro, reale. “Definire qualche particolare scossa “ordine naturale di assestamento” significa non sapere come funziona la Terra. Peccato che l’INGV parli spesso di scosse di assestamento e quasi mai di repliche, inducendo il clamoroso errore dei media, che così contribuiscono alla non informazione, anche per loro pigrizia, almeno a partire del 2007″ conclude Panza.