MeteoWeb»NEWS»I social sono pieni di ignoranti e il successo del tweet di Rubio ne è la prova: quando la lingua italiana diventa opinione
I social sono pieni di ignoranti e il successo del tweet di Rubio ne è la prova: quando la lingua italiana diventa opinione
Cosa ne sa il cuoco che si atteggia a showman televisivo di cose come regole d'ingaggio, dotazioni di polizia e altri problemi con cui gli agenti devono convivere ogni giorno?
Il problema, a ben pensarci, non è ciò che ha scritto quel tale chef Rubio, il quale grazie ad un tweet è passato dall’essere conosciuto solo dagli amanti dei reality di cucina, all’essere notato da tutta Italia. Il problema, quello vero che affligge il nostro Paese e non solo, è che chiunque, con un tweet o con un post su Facebook, può esprimere la propria balorda opinione facendola passare per legge. Ma un post non è una pietra miliare con su impressa un’indicazione certa, sicura e da seguire. E’ solo un’opinione. Nella maggior parte dei casi è un’opinione di qualcuno che, dell’argomento di cui parla, ne sa poco o nulla.
Nel caso del cuoco che si atteggia a showman televisivo, ad esempio, c’è da chiedersi cosa possa saperne lui di cose come regole d’ingaggio, dotazioni di polizia e altri problemi con cui gli agenti devono convivere ogni giorno. E non si venga a dire che era proprio questo che intendeva, perché sviarla sulle dotazioni e sui vertici che non addestrano a sufficienza è stata una furbata fatta da Rubio dopo essersi reso conto di aver scritto una castroneria. Ad aiutarlo, in questo sviare la sua opinione su altri fattori per non incorrere nel pesante giudizio dell’opinione pubblica, è stato anche il suo italiano a dir poco risicato. La frase “Io non mi sento sicuro in mano vostra“, checché ne dicano il cuoco e i suoi strenui sostenitori, paladini del nulla, è diretta agli agenti, oltre che ai vertici. Quegli stessi agenti che lui, con un’arroganza che non potrebbe permettersi nemmeno di fronte ad un apprendista cuciniere, definisce “impreparati fisicamente e psicologicamente“. E questo è grave, perché milioni di italiani, come buone pecorelle smarrite, gli hanno fatto eco senza aver capito nulla.
Le forze dell’ordine, in Italia, hanno necessariamente bisogno di nuove regole d’ingaggio, di dotazioni più efficienti, di armi più adatte, e sono gli agenti stessi a dirlo, ma non è certo facendo battute da bar sui poliziotti che si risolve la situazione. Anzi, in un Paese dove agenti e carabinieri sono già bersaglio di critiche, insulti, messaggi di odio e vivono perennemente sotto stress – perché in situazioni come quella accaduta a Trieste devono scegliere se uccidere o morire -, gettare ancor di più benzina sul fuoco è un gioco pericoloso. Provate a chiederne conferma ai poliziotti che ogni giorno vedono gente sputare – concretamente o verbalmente – sulla loro divisa.
Dunque, le cose sono due: chi difende il cuciniere di Frascati o non capisce l’italiano, oppure non vuole capirlo. Per comodità. Ma questo è l’ennesimo esempio che i social sono pieni di idioti e la comunicazione, anche quella di un semplice tweet, non è per tutti. Bisogna lasciarla agli addetti ai lavori. In ogni caso pare che il programma televisivo con pentole e fornelli di Rubio abbia avuto un calo degli ascolti dopo la sua uscita. Forse un Italia che pensa e ragiona c’è ancora, grazie a dio.