Siamo tutti un po’ più poveri. Non in termini economici, ovviamente, ma molto peggio. Abbiamo perso, noi di MeteoWeb, due ‘fari’ che erano in grado di guidarci nel buio di questi nostri tempi. Tempi in cui i grandi lumi accesi tra XVIII e XIX secolo si stanno pian piano affievolendo, tornando quasi a ciò che erano prima. La scienza, oggi, sta vivendo una grossa crisi, non tanto interna quanto di rapporto con l’esterno, con la massa, con l’opinione pubblica: sempre più autoproclamati santoni mettono in dubbio ciò che studiosi ed esperti affermano, sostengono, studiano. In un mondo in cui i tuttologi spopolano e sono adorati come dei della sapienza, i veri esperti – che sanno perfettamente di non sapere tutto, ma vivono per conoscere e per studiare – vengono sempre più relegati in secondo piano, come se ciò che dicono fosse privo di fondamento. Accade così che gente senza titoli e senza studi riesca, solo per il grande potere comunicativo che strumenti come i social ci regalano oggi, a sembrare più attendibili degli studiosi.

Entrambi ci hanno lasciato, a distanza di pochi giorni l’uno dell’altro. Il vuoto che resta è per noi incolmabile, ma se le parole del nostro direttore Peppe Caridi possono aiutarci a capire chi erano Tralongo e Ortolani, ciò che ci preme sottolineare è cosa rappresentassero realmente e concretamente per noi. Siamo giornalisti, siamo giovani, amiamo il nostro lavoro e abbiamo scelto un tema, quello scientifico, spesso ostico da trattare. E per scrivere, per esprimere delle idee, per riportarle nero su bianco, non facciamo altro che leggere, informarci, ascoltare, ma più di ogni altra cosa ciò che ci aiuta in tutto questo è lavorare gomito gomito con chi della scienza e dell’ambiente ha fatto una scelta di vita e di studio.
Siamo cresciuti, negli anni, anche grazie a persone come Sergio Tralongo e Franco Ortolani. Il nostro amore per la scienza ci impedisce, ahinoi, di credere sempre e con fermezza in un aldilà reale e molto più vicino a noi di quanto pensiamo. Ma se in questo la scienza si sbagliasse e se in questo momento Sergio e Franco ci stessero davvero osservando da lassù, non ci resterebbe altro che ringraziarli per tutto l’enorme bagaglio culturale che ci hanno lasciato e del quale faremo tesoro per sempre.
