E’ un vecchio farmaco quello che ha ridato nuove speranze contro l’invecchiamento. Nel corso di uno studio su animali il principio attivo ‘rapamicina‘ (usata in passato come farmaco antirigetto nei trapianti) è riuscito a ringiovanire il sistema circolatorio, ovvero i vasi sanguigni, migliorando la circolazione sanguigna nel cervello e la memoria. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Aging Cell, ed è stato condotto da Candice Van Skike e coordinato da Veronica Galvan della University of Texas Health Science Center a San Antonio. La rapamicina è già nota tra gli scienziati impegnati proprio in quanto valido alleato contro l’invecchiamento e le malattie correlate ad esso correlato, come l’Alzheimer. In base ai risultati ottenuti sule cavie, la rapamicina, anche a dosi basse, è in grado di allungare la vita fino al 13% in più.
La molecola è già stata testata in alcuni studi sull’invecchiamento. In un lavoro condotto da Antonella Caccamo e Salvatore Oddo, anch’essi dell’università texana, la rapamicina si era dimostrata capace di frenare l’Alzheimer nei roditori. In questo nuovo lavoro, la rapamicina è stata somministrata a topi ‘di mezza età‘, aggiunta nel loro cibo ogni giorno a basse dosi. In base a quanto emerso i topi sono invecchiati conservando un sistema circolatorio cerebrale giovane e anche le loro capacità di memoria ne hanno tratto benefici.
Si tratta di uno studio in fase preclinica, ma ne risulta un altro risultato positivo che testimonia i potenziali effetti anti-aging della rapamicina che attualmente, sempre presso lo stesso ateneo Usa, è in sperimentazione clinica su persone anziane con declino cognitivo lieve.
