Tra le principali cause di morte, ai primi posti, ci sono le malattie cerebrovascolari, le varie forme di demenza e l’Alzheimer, malattia sempre più diffusa nel mondo, e che nel nostro Paese colpisce circa 600mila persone. La crescita di queste patologie – spiega Rita Bugliosi sull’Almanacco della Scienza del CNR – è ovviamente legata all’invecchiamento della popolazione, tema al quale l’Accademia dei Lincei ha dedicato la conferenza “Ageing: from basic science to policy advice”. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Massimo Inguscio, illustrando le iniziative e i progetti di ricerca del Cnr nel settore, e la ricercatrice dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr Stefania Maggi, con un intervento sull’attività della Società europea di medicina geriatrica (Eugms) nella promozione di una vecchiaia in salute.
“Per contrastare l’insorgere di malattie quali demenze e Alzheimer, ma più in generale per promuovere quella che oggi viene definita una vecchiaia di successo, è sicuramente importante seguire un’alimentazione corretta, adeguandosi al modello proposto dalla Dieta mediterranea”, spiega Maggi. “Consigliabile è dunque scegliere i cibi che fanno parte di questo modello dietetico ricco di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, fibre alimentari, olio d’oliva e noci e povero di alimenti trasformati e carne rossa. Un modello che segue inoltre la stagionalità degli alimenti, fa uso di beni prodotti localmente e rispetta la biodiversità”.

Altri elementi, secondo evidenze recenti in attesa di approfondimenti clinici ed epidemiologici, possono favorire la comparsa dell’Alzheimer. “L’infiammazione subacuta delle mucose delle alte vie respiratorie, causata da agenti infettivi come quelli della pertosse e della difterite, potrebbe interessare i nervi olfattivi e coinvolgere anche il sistema nervoso centrale, aumentando il rischio di malattie neurodegenerative, quali l’Alzheimer”, continua Maggi. “E il recente aumento dei casi di pertosse nella popolazione generale, così come la dimostrazione che metà della popolazione adulta non ha anticorpi contro l’agente della difterite, fanno supporre che le vaccinazioni per queste patologie abbiano una copertura largamente insufficiente”. A proposito di vaccinazioni e di mortalità evitabile, conclude Maggi, “è necessario ricordare l’importanza della vaccinazione antiinfluenzale in questo periodo, per prevenire l’influenza, che soprattutto nella popolazione anziana e con comorbidità aumenta il rischio di complicanze cardiovascolari, di ictus e di mortalità in generale”.
