Previsioni Meteo – Flusso perturbato atlantico persistente per almeno un’altra settimana. Non si vedono spiragli di miglioramento prima, con circolazione instabile oramai radicata sul Mediterraneo centro-occidentale e porta nordatlantica permanentemente aperta a fornire in continuazione contributi freddi sub-polari marittimi al sistema depressionario. Si potrà assistere, come è ovvio che sia, a delle pause inter-frontali o inter-cicloniche, ma per 6/7 giorni, almeno, nessun anticiclone in vista. Porgendo lo sguardo oltre, invece, una timida luce in fondo al tunnel pare intravedersi.
Per il momento le simulazioni nel lungo periodo non inquadrano un’alta pressione protettiva e largo raggio per l’Italia, tuttavia va confermandosi, oramai da più di qualche emissione, un progressivo spostamento della struttura depressionaria verso Ovest.

Dicevamo, però, che una stabilità duratura non è nelle simulazioni. Semmai dovessero aversi tentativi di affermazione anticiclonica più audaci, questi sembrerebbero preferire i settori centrali europei, perlomeno in termini di confluenza, stando le basse latitudini più minate da infiltrazioni oceaniche. Tuttavia, una maggiore presenza di onde dinamiche stabilizzanti in sede europea centrale potrebbe, nelle fasi successive, costituire la molla effettivamente per un cambio di pattern. Più sul finire del mese, potrebbero avere luogo altri attacchi instabili oceanici, ma di tipo basso, quindi provenienti dal Golfo di Gibilterra, coste algerine e verso il Mediterraneo centrale.
Le onde dinamiche positive di matrice est-europea, nel frattempo, sarebbero in crescendo sull’Europa centrale e potrebbero trovare un aggancio con il fronte subtropicale visto più pimpante nel lungo termine su Est Atlantico. Insomma, qualche fase più anticiclonica dopo il 22 del mese sarà possibile per diverse regioni italiane, magari soprattutto per quelle centro meridionali e orientali, meno per il medio-alto Tirreno e il Nordovest, ma non particolarmente longeva con rischio di influenze atlantiche basse sul finire del mese e nuova instabilità. Questo tipo di evoluzione, con falla barica mediterranea e crescente alta pressione alle latitudini più settentrionali, via via di più a Ovest che a Est, potrebbe porre anche le basi, nel corso della prima settimana di dicembre, per un primo richiamo di aria fredda artica o continentale verso l’Italia. Tutte ipotesi in cantiere, verso la realizzazione delle quali ci sono diversi movimenti propedeutici, ma naturalmente potremo dire di più vagliando i dati che di volta in volta arriveranno nel corso dei prossimi giorni.
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