L’ipertrofia prostatica benigna colpisce milioni di italiani dopo i 50 anni.
Necessità di urinare spesso, anche durante la notte e con urgenza, getto dell’urina che diventa debole, sottile e intermittente, difficoltà a vuotare la vescica. Sono questi i principali sintomi di una malattia sottostimata, ma in forte aumento. Inoltre ancora troppi uomini ricorrono a rimedi “fai da te”. Se trascurata, l’ipertrofia prostatica benigna può portare a gravi conseguenze come la ritenzione urinaria, che implica l’incapacità di vuotare completamente la vescica, e a gravi patologie renali. La malattia è uno dei temi principali che saranno affrontati al IX Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia Territoriale (SIUT), che si svolgerà a Catania dal 14 al 16 novembre, presso l’Università degli Studi del capoluogo siciliano (Piazza Dante 32).
Per approfondire le opzioni terapeutiche disponibili per affrontare l’ipertrofia prostatica benigna, venerdì 15 novembre alle 13.30, in sede congressuale, è prevista una conferenza stampa in cui interverranno Corrado Franzese (Presidente SIUT), Vincenzo Mirone (Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Antonio Magi (Segretario Generale SUMAI, Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria) e Mauro Gacci (Dirigente Medico di Urologia presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze).
Prostata: i campanelli d’allarme da non sottovalutare, i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna e gli alimenti da evitare

“Necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare, urgenza di vuotare la vescica in modo frequente anche durante il giorno e getto di urina che diventa sempre più debole con una sensazione di mancato svuotamento sono i principali sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna, caratterizzata dall’ingrossamento della ghiandola prostatica – ha affermato Cosimo De Nunzio, Dipartimento di Urologia, Ospedale Sant’Andrea, Università la Sapienza (Roma) -. Molteplici fattori intervengono nello sviluppo della malattia: invecchiamento, modificazioni ormonali, insulino resistenza, aumentata attività del sistema nervoso simpatico e infiammazione prostatica cronica. Proprio quest’ultima svolge un ruolo chiave nel favorire la progressione dell’ipertrofia prostatica benigna ed è presente in 3 pazienti su 4 affetti da sintomi del tratto urinario inferiore (LUTS), caratteristici della malattia. L’infiammazione è associata a volume prostatico ingrossato e a sintomi più severi e può influenzare il trattamento medico. Per questo, deve essere tenuta in considerazione come obiettivo terapeutico e va curata sotto controllo medico. Solo il clinico è in grado di trattare l’ipertrofia prostatica benigna che, se trascurata, può progredire fino a causare ritenzione urinaria con l’impossibilità di vuotare la vescica”.
“La vittima di una prostata che cresce è proprio la vescica – ha rilevato Mauro Gacci, Dirigente Medico di Urologia presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze -. Quest’organo è costituito da tessuto muscolare, che può aumentare il proprio volume per vincere la resistenza che la prostata oppone allo svuotamento. Il rischio è di ‘sfiancare’ completamente la vescica e di far soffrire i reni. La prevenzione consiste in una diagnosi precoce, che si ottiene sottoponendosi a controlli periodici dopo i 40-50 anni e tempestivamente quando si manifestano problemi. È essenziale seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali, ma povera di grassi saturi (carne rossa, formaggi e fritti), evitando peperoncino, birra, insaccati, spezie, pepe, superalcolici, caffè e crostacei. È importante inoltre bere a sufficienza, almeno due litri di acqua al giorno, e svolgere attività fisica moderata e regolare”.
“È dimostrato il ruolo centrale dell’estratto esanico di Serenoa repens anche in associazione con gli alfa litici – ha concluso Andrea Salonia, Urologia Università Vita-Salute San Raffaele (Milano) -. In particolare uno studio ha evidenziato l’efficacia della combinazione dell’estratto esanico di Serenoa repens con un alfa litico nel ridurre i sintomi rispetto all’alfa litico da solo. Sono stati coinvolti nella ricerca circa 180 pazienti trattati per 12 mesi. Sulla base dei numerosi dati di efficacia, l’ente regolatorio europeo (European Medicines Agency, EMA) ha redatto nel 2015 un report indicando l’estratto esanico come l’unico estratto di Serenoa repens supportato da sufficienti evidenze in grado di sostenerne un ampio utilizzo nell’ipertrofia prostatica benigna come farmaco di riconosciuta efficacia e sicurezza”.
