“Forse vi sarà capitato di imbattervi, scorrendo l’homepage di Facebook o di un altro social network, in un’immagine che rappresenta una serie di banane messe in fila dalla più acerba, completamente verde, alla più matura, con la buccia coperta da piccole macchie scure. Nell’ultimo periodo ha infatti ripreso a girare una notizia, già diventata virale qualche anno fa, secondo cui le banane più mature – quindi proprio quelle che più sono ricoperte di macchie – conterrebbero delle proteine che le renderebbero un efficace agente anti-cancro. A supporto di questa tesi vengono quasi sempre riportati i risultati di uno studio giapponese del 2009 che aveva effettivamente analizzato le diverse capacità di questi frutti di modificare i processi biologici in relazione alla varietà e al grado di maturazione [1]. I risultati della ricerca, tuttavia, sono stati fraintesi“: lo spiegano in un approfondimento gli esperti di “Dottoremaeveroche”, il sito antibufale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici.
Perché si ritiene che mangiare banane mature aiuti a combattere il cancro?

Ma allora è vero che le banane particolarmente mature curano i tumori?
In realtà “non esistono dati a supporto di questa tesi. Gli stessi autori dello studio giapponese parlano solo di un possibile effetto protettivo associato al consumo di questo frutto, ma solo, appunto, in termini preventivi. Nelle loro conclusioni, infatti, scrivono: “Data l’associazione tra effetti immunostimolatori e antiossidanti, l’assunzione orale di banane potrebbe potenzialmente aiutare a prevenire patologie legate allo stile di vita e lo sviluppo di tumori”. Come spesso accade, tuttavia, questa affermazione è stata estrapolata dal contesto e posta in termini entusiastici da alcuni media. Il rischio in questi casi è che la diffusione di queste informazioni possa portare alla creazione di false aspettative da parte dei pazienti o addirittura convincere qualcuno ad affidarsi a semplici cambiamenti nella dieta per combattere patologie come il cancro, rinunciando a trattamenti che sono invece di comprovata efficacia.”
Cosa dice la scienza sulla relazione tra consumo di frutta e cancro?
In generale, quella di includere un certo quantitativo di frutta e verdura nella propria alimentazione rimane una scelta associata a benefici per la salute. Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad esempio, all’interno di una dieta caratterizzata da un basso apporto di grassi, zuccheri e sale è opportuno includere almeno 400 grammi di frutta e verdura. Infatti, è ormai ampiamente accettato come il consumo di questo tipo di alimenti si associ a un rischio minore di sviluppare molte patologie, come quelle cardiovascolari, l’obesità e il diabete [5,6,7],” concludono gli esperti.
Bibliografia
- 1 . Iwasawa H, Yamazaki M, “Differences in biological response modifier-like activities according to the strain and maturity of bananas”. Food Science and Technology Research 2009; 15: 275-82
- 2 . Idriss HT, Naismith JH, “TNF alpha and the TNF receptor superfamily: structure-function relationship(s)”. Microscopy Research and Technique 2000; 50: 184-95
- 3 . La Vecchia C, “Association between Mediterranean dietary patterns and cancer risk”. Nutrition Reviews 2009; 67: S126-S129
- 4 . Key TJ, “Fruit and vegetables and cancer risk”. British Journal of Cancer 2011; 104: 6-11
- 5. WHO/FAO. Report of a joint World Health Organization/ Food and Agriculture Organization expert consultation. Diet, nutrition and the prevention of chronic disease. Technical Report series 916, 2003.
- 6. DGAC. Dietary Guidelines Advisory Committee. Scientific Report 2015.
- 7. Slavin JL, Loyd B. Health Benefits of Fruits and Vegetables. Advances in Nutrition 2012; 3: 506–16
