La storia della Vaiolizzazione: i Manciù, l’imperatore Kangxi e la diffusione dalla Cina all’Europa del metodo “precursore dei vaccini”

Per secoli, la vaiolizzazione è stata impiegata con lo scopo di indurre un’immunità naturale contro la malattia, molto tempo prima che il vaccino contro il vaiolo venisse introdotto nel 1796

Devastanti epidemie di vaiolo hanno causato non solo morti in tutto il mondo ma anche gravi deturpazioni del volto e del corpo, così come un terzo di tutta la cecità. Nel XX secolo, la mortalità è stata stimata in 300 milioni fino al 1978, anno in cui è stato annunciato che la malattia era stata debellata. Storicamente, è stato trascurato, spesso dimenticato, che la procedura di prevenzione della vaiolizzazione è stata ampiamente adottata a livello internazionale durante il XVIII secolo e che è stata il precursore del perfezionamento del vaccino contro il vaiolo. Nei Paesi in cui è stata adottata, la vaiolizzazione è stata il motore principale per un concetto nazionale di sanità pubblica con la creazione di istituzioni libere¹.

Il vaiolo è stato un’epidemia per migliaia di anni sia nel mondo occidentale che in quello orientale, responsabile di milioni di morti in tutto il mondo. Per secoli, la vaiolizzazione – tecnica attraverso la quale un individuo sano viene inoculato con la materia purulenta prelevata da un paziente con il vaiolo – è stata impiegata sia nel mondo occidentale che in quello orientale con lo scopo di indurre un’immunità naturale contro la malattia, molto tempo prima che il vaccino contro il vaiolo venisse introdotto da Edward Jenner nel 1796.

Dalle registrazioni storiche emerge che il vaiolo iniziò a diffondersi in Cina intorno al I secolo d.C., portato da prigionieri di guerra. Nel XV secolo, durante la dinastia Tang e Song, divenne epidemico come conseguenze dei progressi nel trasporto e dell’aumento dei viaggi. Molte persone, inclusi diversi imperatori, soffrirono o morirono di vaiolo. A causa del rischio di morire per il vaiolo in giovane età, quando un imperatore durante la dinastia Ming scelse il suo successore tra i suoi figli, uno dei fattori nella scelta fu se il figlio fosse già stato infettato dal vaiolo o no. Tra il 1567 e il 1572, durante la dinastia Ming, la tecnica della vaiolizzazione era praticata localmente, per poi diffondersi in ogni parte del Paese².

L’imperatore Kangxi

I Manciù, come i mongoli e i tibetani, erano più vulnerabili al vaiolo rispetto ai cinesi. Le truppe dei Manciù morirono di vaiolo in gran numero durante e dopo le guerre di conquista nella prima metà del XVII secolo. Furono allora intraprese varie strategie di quarantena per proteggere la famiglia imperiale dalla malattia nello stesso secolo, nonostante queste non riuscirono ad impedire che il primo imperatore dei Manciù, Shunzhi, morisse di vaiolo nel 1662 all’età di 20 anni . Considerato questo contesto, non è difficile comprendere perché il secondo imperatore, Kangxi, figlio di Shunzhi, fu così determinato a sconfiggere la malattia³.

L’imperatore Kangxi aveva sofferto di vaiolo da bambino prima di diventare imperatore all’età di 8 anni e divenne sostenitore e promotore dell’inoculazione contro il vaiolo. Nel 1681, il dottor Zhang Yan fu incaricato di inoculare il vaiolo alle famiglie reali e ad altre persone privilegiate. Egli osservò che tra le 7.000-8.000 persone inoculate, solo 20-30 avevano accusato segni e sintomi del vaiolo. Probabilmente si tratta di una delle prime “prove cliniche” impiegate per dimostrare l’efficacia della vaiolizzazione. Entro la fine del XVII secolo, in virtù dell’esteso utilizzo della tecnica dell’inoculazione, il metodo fu perfezionato e la tecnica migliorò costantemente.

L’efficacia della tecnica della vaiolizzazione per la prevenzione della diffusione del vaiolo si diffuse ben oltre i confini della Cina grazie all’aumento degli scambi tra popoli e nazioni. Come conseguenza di maggiori comunicazioni tra Oriente e Occidente, malattie come vaiolo, morbillo e altre infezioni divennero epidemiche lungo la Via della Seta e gli scambi di medicine divennero comuni con i mercanti viaggiatori. Si ritiene che la tecnica della vaiolizzazione arrivò in Turchia dalla Cina e nel tempo, divenne una pratica comune tra i turchi per prevenire il vaiolo. Fu Lady Montagu a portare la tecnica dalla Turchia alla Gran Bretagna, incoraggiando poi la sua applicazione in tutta Europa.

¹ Globalisation of Variolation
² Inoculation against smallpox: perspectives in the West and the East in regard to variolation
³ “Variolation” and Vaccination in Late ImperialChina, Ca 1570–1911