“Le prime settimane di negoziati sono piuttosto deludenti e deprimenti. E anche questa volta il copione si ripete. Ognuno arriva con il proprio interesse. Si mettono i problemi sul tavolo. La settimana finale che si apre lunedì 9 dicembre servirà, nei primi giorni agli sherpa per lavorare sui dettagli, in attesa poi della sessione politica quando arrivano i capi di Stato. Centrale nei lavori di questa settimana, per i temi a breve termine, la questione dell’ articolo 6 dell’accordo di Parigi sul mercato dei crediti di carbonio“. Poi ci sono i temi a lungo termine che guardano al 2020 quando i Paesi dovranno puntare a obiettivi più ambiziosi “e questa volta scriverli nero su bianco“.

Alla Cop25, poi, resta aperta la questione relativa alla leadership, ovvero del Paese o dei Paesi che tengono il timone per la decisione finale. “Ci sono rumors e qualche segnale – dice Valentini – ma si potrebbe profilare un accordo Ue-Cina“. Ad irrompere al vertice Onu sul clima, i rapporti scientifici dell’Ipcc “con dati chiarissimi sull’influenza dell’uomo su Clima e atmosfera“, sostiene Valentini. E il rapporto special sull’agricoltura che per la prima volta indica nel 37% le emissioni di gas serra del sistema agroalimentare. Infine, animata la discussione sui crediti di carbonio: alcuni Paesi, come il Brasile, vorrebbero il doppio conteggio, cioè che la quota risparmiata di emissioni e ceduta possa essere conteggiata anche nelle contabilità future.
