E’ stata una domenica terribile sulle montagne italiane, con la morte di tre escursionisti in Abruzzo e di uno sciatore sulle Alpi Svizzere: quest’ultimo, un avvocato 48enne di Asti, Domenico Proscia, e’ deceduto la scorsa notte nell’ospedale di Berna per le lesioni riportate dopo la caduta in un crepaccio sotto il Piccolo Cervino. In mattinata invece sul Monte Camicia del massiccio del Gran Sasso a 2.200 metri di quota e’ stato trovato il corpo di un 30enne, Matteo Martellini, di Citta’ Sant’Angelo (Pescara), scomparso da venerdi’ scorso, probabilmente scivolato nel corso di un’escursione in solitaria; nel primo pomeriggio due persone sono precipitate a causa del ghiaccio sulla Maiella a 2.500 metri di quota.
Particolarmente drammatiche le circostanze di quest’ultimo incidente avvenuto a Rava del Ferro, dove una comitiva di sei persone – tutti di localita’ diverse ed esperte di montagna – era intenta a fare un’escursione organizzata sui social. Secondo il racconto di chi ha dato l’allarme una delle persone e’ scivolata sul ghiaccio e un’altra, nel tentativo di soccorrerla, e’ precipitata, finendo contro le rocce sottostanti: le vittime sono Gianpiero Brasile, 58 anni, di Lanciano (Chieti), e Antonio Muscedere (55) originario di Sora e residente a Posta Fibreno (Frosinone).
Secondo il luogotenente della Guardia di Finanza, Paolo Passalacqua, comandante della stazione dell’Aquila del Soccorso alpino, “la montagna, soprattutto d’inverno, non e’ un videogioco, bisogna affrontarla dopo approfondite verifiche e con la adeguata preparazione fisica e tecnica: quando si commette un errore ci si puo’ rimettere la vita, come e’ accaduto allo sfortunato escursionista”. “Per affrontare un percorso cosi’ impegnativo, lungo circa 16 chilometri – parla riferendosi al 30enne di Citta’ S.Angelo – come quello che ha portato a questa tragedia, presuppone una preparazione fisica importante e una ottima capacita’ tecnica. Inoltre nella localita’ in questione c’e’ neve e le previsioni non erano rassicuranti, sicuramente, qualcosa non e’ andato bene“. Nei giorni scorsi il Cnsas aveva diffuso i dati sugli interventi in montagna in Abruzzo con un aumento rispetto al 2018 del 25% nel periodo luglio-agosto e del 10% a settembre-ottobre. Gli interventi sono aumentati soprattutto per cadute e malori, che rappresentano il 50%.
