L’ossigeno che si respira, scontato per le persone in salute, è ciò che viene a mancare ai polmoni dei malati di fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa, che altera le secrezioni di molti organi, danneggiando, in particolare, progressivamente bronchi e polmoni, fino all’insufficienza respiratoria. Un bisogno vitale di aria e di respiro che ha ispirato il progetto charity-artistico “Ossigeno” a sostegno di Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, presentato in una location emblematica e spettacolare: la stazione Pavillon della funivia Skyway Monte Bianco, a 2.173 metri di altezza, sulla vetta più estrema d’Italia. In alta quota ma con i piedi per terra, per ricordare l’importanza della ricerca scientifica promossa da FFC che, in questo momento di grande fermento per le cure, è all’opera su composti terapeutici promettenti, che colpiscono la malattia alla sua radice, somministrabili fin dalla nascita alla maggior parte dei malati di fibrosi cistica.

Presenti all’incontro anche il vice presidente FFC Paolo Faganelli affiancato da due grandi artisti italiani, anch’essi testimonial FFC, il cantautore Alberto Fortis e il musicista Piero Salvatori.
A ulteriore prova del valore artistico e culturale del progetto, la speciale partecipazione di testimonial d’eccezione di fama mondiale che hanno prestato il proprio volto all’iniziativa: Carla Fracci, stella del firmamento della danza italiana, Simone Origone campione del mondo di km lanciato e Guida Alpina, e Federica Brignone, campionessa olimpionica di sci alpino.
Nelle immagini, realizzate dai fotografi professionisti Moreno Vignolini, Roberto Roux e Katarina Premfors, sono ritratti i giovani talenti di Courmayeur in Danza, insieme alle guide della Società Guide Alpine di Courmayeur e ad alcuni dei maestri della scuola Sci Monte Bianco, tra cui Edoardo Hensemberger, testimonial di Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica che, intervenuto all’incontro di presentazione, ha dichiarato: “Con la fibrosi cistica è difficile respirare. Ho sempre visto la montagna e lo sci come un aiuto a gestire bene la malattia, perciò sono davvero felice che il calendario “Ossigeno”, nome significativo sia per la montagna sia per la fibrosi cistica, nasca a Courmayeur. Passo qui circa 100 giorni all’anno, è un po’ casa mia, mi alleno e questo migliora il mio respiro e la mia vita quotidiana. Con “Ossigeno”, è come se la Fondazione venisse a casa mia! Anche la ricerca ha bisogno d’ossigeno, per questo mi impegno da anni come testimonial della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica e spero che questo progetto sia un successo”.
PRIMO APPUNTAMENTO CON LA MOSTRA SPETTACOLO IL 25 GENNAIO A COURMAYEUR
