Previsioni Meteo – Intanto premettiamo che non è dato più argomentare, come anche su queste pagine abbiamo fatto in esclusiva nell’ultimo mese, cercando di individuare quando sull’Italia potrebbe cambiare la circolazione verso un tipo barico più freddo. In base alle nostre indagini teleconnettive, avevamo supposto già circa un mese fa (prima tendenza stagionale) possibili svolte fredde nella seconda parte di dicembre e, magari, qualche sortita anche prima, come effettivamente è accaduto nella prima parte di dicembre quando sono arrivate le prime nevicate a bassa quota e anche in pianura al Nord. Via via abbiamo circoscritto, negli altri diversi editoriali sul lungo periodo, la tempistica verso fine anno, quando a nostro parere si sarebbe compiuto un cambio di pattern importante, con chiusura della porta atlantica, azione di blocco al flusso zonale operata dall’alta pressione e possibili manovre fredde continentali. Il cambiamento sul quale abbiamo diffusamente argomentato, oramai, sarà una realtà. Oggi è l’ultima giornata all’insegna delle perturbazioni atlantiche.

Naturalmente, collocandosi le due nuove figure bariche, una anticiclonica stabilizzante e l’altra fredda continentale, proprio a ridosso dell’Italia, l’incertezza modellistica su chi potrà prevalere verso fine mese e per Capodanno, continuerà per almeno altri 2-3 giorni, dopodiché, con buona probabilità per Natale, ma anche dalla Vigilia, l’evoluzione potrebbe essere piuttosto definita e anche la visione dei vari modelli matematici più omogenea.
Nell’aggiornamento odierno, a spiccare è di nuovo il modello europeo ECMWF, a nostro giudizio, lo ribadiamo, il più performante di tutti. A fronte di una generale prevalenza anticiclonica vista dal resto dei modelli mondiali, tuttavia comunque con accenni di freddo secco-moderato per le regioni del medio-basso Adriatico e meridionali, il modello europeo, ancora una volta e per la seconda emissione consecutiva, propone una barica più spiccatamente invernale, con azione fredda più franca su gran parte dell’Italia.
Come visibile dalla prima immagine, già dal giorno 27 dicembre, quindi appena dopo Santo Stefano, sul fianco orientale di un’alta pressione meridiana oramai egemone su gran parte dell’Europa centro-occidentale e settentrionale, andrebbe via via aprendosi un varco l’azione fredda continentale con primi impulsi verso l’Italia, specie verso i settori di Nordest adriatici. Ma il modello, nell’evoluzione successiva, seconda immagine, vedrebbe l’azione fredda continentale ancora più incisiva con spostamento di masse d’aria decisamente fredde dalla Russia europea, verso le aree balcaniche e con diretto coinvolgimento anche delle nostre regioni centro-meridionali. Un’ evoluzione, nel quadro deterministico mattutino, piuttosto solitaria: il centro di calcolo europeo è l’unico a ipotizzare una manovra fredda così incisiva.
E si tratterebbe di freddo importante. Infatti, nella terza immagine, abbiamo rappresentato i valori di anomalia termica ipotizzati sempre dall’emissione mattutina del modello ECMWF, per il periodo 29/30 dicembre. Come visibile, l’aria fredda proveniente dai settori baltici e russi, affluirebbe con consistenza proprio verso il bacino centrale del Mediterraneo, inglobando tutta l’Italia ma sostanzialmente tutto il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e con anomalie, colori verso il fucsia, fino a -8/-9° a 1500 m circa, in corrispondenza della penisola italiana. Insomma, freddo consistente e crisi barica anch’essa di un certo significato tali da comportare una seria fase invernale, anche con nevicate che potrebbero raggiungere le basse quote o persino le pianure sulle regioni del medio-basso Adriatico, appenniniche e meridionali. Freddo un po’ su tutta la nazione, ma le precipitazioni sul medio-alto Tirreno e al Nord potrebbero essere scarse o nulle per disposizione barica non favorevole.