Conto alla rovescia per il Solstizio d’Inverno 2019: perché quest’anno scocca il 22 dicembre e non oggi 21

Nel giorno del Solstizio d'Inverno i raggi del Sole arrivano a noi fortemente inclinati e "indeboliti", l'insolazione è minima, e le ore di luce sono poche

Conto alla rovescia per il solstizio d’inverno: domani, 22 dicembre 2019, alle ore 04:19 UTC (05:19 ora italiana), ha inizio l’inverno astronomico.

Nonostante lo si ritenga comunemente, i solstizi – come nel caso degli equinozinon cadono sempre lo stesso giorno, ma in genere tra il 20 e il 23 del primo mese della stagione (dicembre per l’inverno). I solstizi d’inverno capitano quasi sempre il 21 o 22 dicembre ma ci sono anni particolari in cui può accadere anche il 20 o il 23 dicembre (l’ultima volta che un solstizio di inverno è stato il 23 dicembre era il 1903 e la prossima non dovrebbe capitare prima del 2300).

Il Sole si troverà alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste, e sarà minimo l’arco apparente da sudest a sudovest, cosa che lo renderà il giorno più corto dell’anno. Successivamente il Sole comincerà a risalire verso l’equatore celeste e le ore di luce aumenteranno gradualmente fino a raggiungere il culmine fra sei mesi, nel solstizio d’estate.

Il 22 dicembre il Sole resterà sopra l’orizzonte alcuni minuti in meno rispetto al giorno 13: ne deriva che, nonostante la tradizione, Santa Lucia non è “il giorno più corto che ci sia“.
Da cosa deriva quindi questa credenza popolare? Santa Lucia era il giorno più corto prima del 1582 quando la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio d’inverno cadeva fra il 12 e il 13, rendendo effettivamente il 13 dicembre il giorno più corto dell’anno.

Cos’è il solstizio d’inverno

solstizio d'invernoIl termine solstizio, derivante dal latino “sol” (sole) e “sistere” (fermarsi).

Significa, quindi, “sole stazionario”, e in astronomia, il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima, rispettivamente nel mese di giugno (20/21 giugno) e dicembre (21/22 dicembre). Il solstizio ritarda ogni anno circa 6 ore rispetto all’anno precedente, più precisamente di 5 ore 48 minuti e 46 secondi, e si riallinea forzosamente ogni 4 anni, in corrispondenza dell’anno bisestile, introdotto per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario.

Nel giorno del solstizio d’inverno, i raggi del Sole arrivano a noi fortemente inclinati e “indeboliti”, l’insolazione è minima, e le ore di luce sono poche. Il motivo va ricercato nell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano di rivoluzione terrestre. Intorno al 21 dicembre, l’inclinazione rispetto a questo piano è massima, e l’emisfero boreale riceve meno irraggiamento. Quanto più ci si sposta verso nord, partendo dall’equatore, quanto più sarà corta la durata del giorno.

Il solstizio d’inverno è anche il giorno in cui si ha la maggior differenza fra la durata del dì e della notte. Nell’emisfero australe, accade esattamente l’opposto: a quelle latitudini è il solstizio d’estate.

Il moto del Sole (bisognerebbe parlare in realtà di “moto apparente”, perché come sappiamo è la Terra a muoversi), tornerà a cambiare pochi giorni dopo il solstizio, con relativo allungamento delle giornate. E’ per questo che da millenni i giorni intorno al solstizio sono segnati da importanti feste e celebrazioni, di cui il Natale è solo l’ultima dimostrazione.

Stelle cadenti, Solstizio d’Inverno e congiunzioni: gli eventi astronomici del mese di Dicembre 2019

https://www.youtube.com/watch?v=Wm6uQXY9pNQ